Pagina:Abrabanel, Juda ben Isaac – Dialoghi d'amore, 1929 – BEIC 1855777.djvu/50

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44 i - d’amore e desiderio

che l’intellettiva potenzia è piú principale che la volontá e piú astratta da materia, ne segue che la beatitudine non consiste ne l’atto de la volontá, che è amarlo, ma dicono che al conoscimento segueno l’amor e la dilettazione come accessorie, ma che non sono il fin principale.

Sofia. Non manco efficace mi pare l’una ragione che l’altra; pur vorria sapere la tua determinazione.

Filone. È difficile cercare di terminare una cosa tanto disputata dagli antichi filosofi e moderni teologi; ma per contentarti sol questo ti voglio dire in questa nostra narrazione, con la quale m’hai disviato dal dirti, come desidero, l’afflizione del mio animo verso di te.

Sofia. Dí questo solamente. E di poi che saremo sazi de le cose divine, piú puramente potremo parlare de la nostra amicizia umana.

Filone. Fra le proposizioni che sono vere e necessarie, l’una è che la felicitá consiste ne l’ultimo atto de l’anima, come in vero fine; l’altra è che consista ne l’atto de la piú nobile e spiritual potenzia de l’anima, e questa è l’intellettiva. Ancor non si può negare che l’amore presuppone conoscimento; ma non per questo segue che l’amore sia l’ultimo atto de l’anima. Perché tu puoi sapere che di Dio [e di] tutte le cose amate e desiderate si truovano di due sorte di conoscere. L’una è innanzi de l’amore causato da quella, la quale non è cognizione perfettamente unitiva. L’altra è dipoi de l’amore, da l’amore causata: la qual cognizione unitiva è fruizione di perfetta unione; ché ’l primo conoscimento del pane fa che l’ami e desideri chi ha fame; ché, se prima non lo conoscessi esemplarmente, non lo potria amare e desiderare. E mediante questo amore e desiderio veniamo a la vera cognizione unitiva del pane, la quale è quando in atto si mangia: ché la vera cognizione del pane è gustarlo. E cosí accade de l’uomo con la donna: che conoscendola esemplarmente s’ama e desidera, e da l’amore si viene al conoscimento unitivo che è il fine del desiderio. E cosí è in ogni altra cosa amata e desiderata: ché in tutte l’amore e desiderio è mezzo che ci leva da l’imperfetto conoscimento a la