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Abramo Lincoln 55

La grande opera era compiuta.

Per ordine di Lincoln il colonnello Anderson era tornato al forte Sumter e vi aveva di nuovo innalzata la bandiera stellata. Garrison, l’antico prigioniero, l’antico schernito dal Maryland assisteva esultante alla festa.

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Lincoln era stato l’anima di tutta la resistenza. Egli non aveva dubitato del trionfo finale quando gli altri vedevano tutto compromesso, tutto perduto. Non aveva avuto fretta, non si era mai lasciato cogliere alla sprovvista, non aveva mai lasciato passare il momento opportuno. Egli aveva saputo frenare le impazienze inopportune ed al tempo stesso sospingere gli uomini all’azione.

In un momento in cui sembrava che i vari poteri dello Stato si potessero confondere, in un momento in cui ogni generale ed ogni uomo d’azione credeva di poter assumere su sè la responsabilità di atti di imperio, Lincoln aveva saputo mantenere ognuno al proprio posto, e conservare a sè, intiere le funzioni e le responsabilità della Presidenza.

Egli soleva dire che «nessuno deve permettere che altri faccia quello che deve fare lui». Seguendo questo principio egli riuscì a non permettere ai generali delle armate federali di prendere iniziative che sarebbero poi state dannose alla vita della Repubblica. E non solo ciò, ma egli volle che i generali sapessero e sentissero che essi dipendevano sempre dal potere civile, che il governo della Repubblica era un governo civile e non militare.