Pagina:Agabiti - Ipazia la Filosofa, 1910.djvu/27

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fuori dalle tuniche grigie, i veleni od il pugnale: erano i parabolani, e gli eremiti della Tebaide. A capo d’essi si era posto un energumeno detto Pietro il Lettore.

Un giorno Ipazia ritornava a casa in lettiga. Usciti d’ogni parte, i parabolani la circondano1 e ne strappano la donna, che trascinano fino alla Chiesa detta di Cesare, nel sobborgo Bruckio, vicino al mare. I monaci vengono presi allora da un impeto furibondo, belluino, di sadismo.

Le vesti d’Ipazia sono strappate da essi e le sue membra ignude profanano, nude, e contuse dal mazza ferrata di Pietro, l’austera santità del tempio.

Ma i parabolani sono accecati; con pugnali fatti di conchiglie, con tali armi barbaresche e crudeli, si fanno tutti addosso al bel corpo della vergine gentile e lo sbranano.

Il sangue arrossa le pareti, il pavimento del luogo, le vesti degli assassini. Poi Ipazia, no, i suoi lacerti sanguinosi, vengono portati al Kinaron e gettati sul fuoco.

«Ils brûlerent, disse il Chateaubriand2, ensuite sur la place Cinaron les membres de la créature céleste qui vivait dans la société des astres qu’elle égalait en beauté, et dont elle avait ressenti les influences les plus sublimes.»

Avvenne questo, secondo Socrate, nel IV anno dell’episcopato di Cirillo, X consolato di Onorio, IV° di Teodosio, nel mese di Marzo, al tempo dei Fasti.3.

  1. «Eanque e sella detraetam ad ecclesiam quae Caesareum cognominatu, rapiunt: et vestibus exutum testis interemerunt. Cumnque membratim eam discerpissent, membra in locum quem Cinaromem nuncupant comportata incendio consuinpserunt» (Socr., Hist. eccl., lib. VII, cap. XV, pag. 352.)
  2. Chateaubriand (F. A. D.) Èttides Historiques, In Ocuvres complètes, vol. VII, Paris, Furne et C. Édit., 1860, p. 333.
  3. La Blavarsky giudica molto severamente S. Cirillo, attribuendogli senz’altro la responsabilità della morte d’Ipazia. Nel Theosophical Glossary, p. 146-147 (London — The Theos. Publish. Society, 1892) leggiamo: «Hypatia (Gr.) — The girl-philosopher, who lived at Alexandria during the fifth century, and taught many a famous mans, among others Bishop Synesius. She was the daughter of the mathematician Theon, and became famous for her learning. Falling a martyr to the fiendish conspiracy of Theophilos, Bishop of Alexandria, and his nephew Cyril, she was foully mourdered by their order. With her death fell the Neo-Platonic School.» (Hypatia: La fanciulla-filosofa che visse ad Alessandria durante il V secolo e ammaestrò più di un uomo famoso — fra gli altri il Vescovo Sinesio. Era figliuola di un matematico, Teone, e divenne famosa pel suo sapere. Vittima della congiura demoniaca di Teofilo, Vescovo di Alessandria, e di Cirillo, nipote di lui, fu vergognosamente assassinata dietro loro ordine. Con la sua morte cadde la scuola Neo-platonica.) Questo giudizio assoluto e crudele non è giustificato da alcuna prova; ma non reca meraviglia perche gli studiosi d’Occultismo d’ogni scuola ben sanno come gli scritti della Blavarsky, pure essendo pregevolissimi per molti rispetti, non siano attendibili nei dati scientifici e storici. La questione della responsabilità nella morte d’Ipazia, è ben riassunta e discussa dal Bigoni e dal Faggi. Il vero si è che mancano documenti per a tribuire qualsiasi colpa a S. Cirillo e tanto meno poi a Teofilo, il quale era morto tre anni prima d’Ipazia. Infatti Teofilo, che era succeduto a Timoteo come vescovo d’Alessandria nel 335, venne a morte nell’anno 412. Tre giorni dopo Cirillo, otteneva il seggio di Patriarca per mezzo dell’aiuto di Abbundanzio, comandante de le truppe, ed amico suo. S. Cirillo, colpevole di molte violenze