Pagina:Agabiti - Ipazia la Filosofa, 1910.djvu/29

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 28 —

acque; e che la sua arte e potenza musicale, ripete ancora altrui le voci ed i suoni, per volontà delle Muse.

— Ebbene, diciamo noi; anche quando ad un grande ideale sobbalza il nostro cuore, il prodigio si rinnova: vibra un atomo di cenere del bel corpo soave d’Ipazia; si desta e si avviva la forza spirituale di quella «stella purissima dell’arte della sapienza», in vita certo, ed in morte, eco avventurata di ogni sublime armonia dell’Anima.

Augusto Agabiti.



fine.