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172 Adolfo Albertazzi


pezzi di lardo subito, contro i buchi! Presto, chi di qua, chi di là...

E fu la salvezza.

— E i sorci — aggiunse Pannocchia —, che in Austria sono dieci volte i nostri e hanno anche più giudizio, non mangiarono il lardo per non essere mangiati dalle balene del Danubio.

Risa, clamori, contorcimenti della compagnia: questo il premio al sacrifizio di Grappanera.

— Mi fate morire!

Nè meglio giovava al martire ricorrere a storie che non contenessero proprio nulla della sua biografia ed escludessero ogni suo vanto diretto e indiretto. Quale relazione, per esempio, sarebbe stata da scorgere tra lui e il igran maresciallo Mac Mahon?

E raccontava... — (l’aveva intesa da persona degnissima di fede) — raccontava che Mac Mahon, dopo la vittoria, passò col suo seguito davanti a una masseria dove stavan prigionieri duecento tedeschi, circa. E il maresciallo ordinò al capitano di guardia di condurgli i prigionieri a Magenta.

— Ma, generale, siamo in dodici tra graduati e soldati!

Come avrebbero potuto, dodici militari, scortar duecento nemici, circa, con armi e bagagli, e senza che si ribellassero o scappassero?

Mac Mahon pensò un momento e poi... Bella idea!

Comandò di chiamar fuori a uno a uno i pri-