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L'ombrello 75


III.

Finchè, al principio di settembre, un ombrello intervenne a risolvere tutte le questioni.

Era stata una giornata calda come d’agosto; non un fiato d’aria nemmeno all’approssimare del tramonto; non una nuvoletta in quella chiarità biancastra.

E Boldrighi apparve all’amico, che l’aveva preceduto ai Giardini, recando un ombrellone nero invece del bastone dal manico di corno.

— Nevica! — gli urlò contro, dal sedile, Ceccuti, e rise.

L’altro sedè soffiando.

— Prima di notte, pioverà.

— Chi ve l’ha detto?

— I miei piedi.

— Oh! guarda dove voi tenete la scienza!

— Più sicura della vostra, che l’avete in testa.

— Io so che il barometro è alto.

— E io so che il barometro sbaglia.

Si capisce dall’esordio come il colloquio procedesse quella sera; ad argomento scientifico, con urti e cozzi di opinioni intorno all’influenza atmosferica sui calli, i budelli, i nervi ecc., intorno alla pressione e alla densità, dell’aria ecc.; intorno al gracidar delle rane e al pizzicar delle mosche ecc.