Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

rime 11





8


MIRZIA


     Udite e’ nostri lacrimosi canti,
di doglie pieni e de ira,
poi che m’è forza a discoprir mie pianti.
     Piangi con meco, piangi, o mesta lira;
5segui la doglia che copiosa iscende
col furor entro ch’al mio cor s’aggira.
     Come con l’aure la fiamma si stende
fra gli stridosi cispugli e virgulti,
così Amore in me sue faci incende.
     10Occhi piangete, e voi che indarno occulti
soffrite pene, o sospir miei, spandete
questi mie versi piangiosi ed inculti.
     E voi pietosi, che provato avete
che sian le doglie qual soffran gli amanti,
15con meco e’ vostri danni e miei piangete.
     Piangiamo insieme e’ lacrimosi canti,
di poi che ’l ciel ne elegge
a viver sempre in doglia ed in pianti.
     Convienci pur seguir tuo imperio e legge,
20spiatato Amore? Ah! quanto è felice
chi in dolce libertà sua vita regge.
     Col cielo irato nacque ed infelice
colui in chi Amor suo forza prova,
se viver lieto amando mai non lice.