Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/296

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290 epistola consolatoria

E hanno questa possanza e’ casi avversi, che a chi li teme, benché siano non presenti e ancora sieno levissimi, molto nuoceno; ma a chi contro loro s’apparecchia con virtù d’animo quanto e’ debba a non li temere, chi sé stesso conferma e vole di sua virtù quanto e’ puote, a costui nulla nuoceno, ma e ancora presenti e gravi che siano, giovano. Però che, quanto più sentiamo le tribulazioni, tanto più s’appruova in noi la nostra virtù. Comune proverbio: «l’oro al fuoco»: così la virtù nostra in cose ov’ella abbi da essercitarsi e purificarsi da ogni corrotta oppinione. Quinci Paulo Apostolo godea gli fusse dato questo sentire le sue molestie, gli stimoli, le ansietà e pericoli. Piaceali questa concertazione contro al dolore, ed eccitamenti pestiferi, ove el perseverasse in officio di vera pazienza, per quale la sua virtù si rendesse molto perfettissima; e affermava che chi volea vivere in pietà grata a Dio, li si convenia soffrire persecuzioni e acerbità, acciò che a lui non fusse detto come a quel delicato ricco: «Avesti tu in vita e’ tuoi piaceri». Ma Lazzero de’ suoi allora sofferti mali ora ne riceve etterna gloria, ed è in cielo reposta la grillanda sua, segno di vittoria, premio della giustizia, laude della virtù a chi bene concertò in questo nostro brevissimo corso della nostra vita infra e’ mortali. Adonque si lodava in simili modi Paulo Apostolo essere corretto da Dio, per non seguire la dannazione e tenebre del mondo: al quale esso ne ammonisce dobbiamo come a ferocissima bestia resistere, perseverando con vera fede e intera religione, sempre persuadendoci che in Dio, in cui manifesto conosciamo essere infinita intelligenza, poiché ci fece noi ornati di tanto intelletto, simile sia bontà infinita; veduto quanta carità fu la sua verso de’ mortali, farsi di Dio omo, soffrire per noi morte ignominiosissima: ché certo non tanto desideriamo noi la nostra salute quanto Dio proccura di dì in dì averci salvi in etterna nostra felicità e vera beatitudine. Isaias profeta: «Può la madre tua forse dimenticarti. Io, disse Dio, di te mai mi dimenticherò». Non ci fece Dio, ottimo padre, alla sua similitudine, non ci ricomperò col suo sangue, per non si ricordare di noi, opera degnissima delle sue mani. Noi simile, stiaci a perpetua memoria in Dio essere somma bontà, infinita misericordia, inestimabile dilezione verso