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372 dissuasio valeri

femmina, potrai non amarla sanza amaritudine, paura, infortunio, sollecitudine. Maligno animale, in troppo gran copia datoci dalla natura, che si truovi luogo niuno da loro è vacuo; se tu l’ami, elle ti tormentano e godono per tenere te a sé, avere diviso te da te stesso e da tuo spirito. Solo in tanto numero Lucrezia e Penolope forse furono pudiche: ora Penolopes, Lucrezia e se alcuna fu tanta Sabina non si truovano; troverrai Siila, Mirra, Cilene e quanta vorrai turba esercitata in tutt’i vizi, qual sanno, e dilettagli tenere i suoi suggetti in profonda miseria. Giove re, detto poi Iddio, con quanta avesse amplitudine e dignità seguette Europa renduto in costumi bestiali e feroce. Fu grande Giove, e tu, credo, non però maggiore sarai di lui. Febo simile in terra con sue virtù al sole, pazzo amò Leucotea con infamia a sé e morte a lei. Marte fortissimo e ornatissimo d’infiniti trionfi, perduto in amore con Venere, fu legato da Ulgano con catene quale esso non vedea, ma certo le sentiva, e beffato da tutti gli dii satiri. caricamento di la:Page:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. II, 1966 – BEIC 9707880.djvu/378 in corso... Loading.gif