Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/205

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

ecatonfilea 201

amori, se con prudenza prima non eleggiamo a noi atto e condegno amatore. Ascoltate adunque, fanciulle vezzosissime, e imparate da me vivere liete amando con pace e glorioso riposo.

Io qui prima v’insegnerò eleggere ottimo amante. Poi vi farò maestre in che modi, con che arti possiate prenderli e nutrirli di molta grazia e benivolenza. Ultimo udirete quanto facile e sicuro vi mostrerò lungo tempo triunfare in vostre amorose espettazioni. E quale poi, quale per questo a me renderete fra voi grazia? Dio buono! Quale grazia renderete a me, fanciulle amorose, quando proverete quanto i miei precetti a voi prestino grandissima utilità? Ma da voi nulla altro aspetto, nulla chieggo se non che, uditi con molta attenzione i miei ditti e precetti, molto amiate quell’uno da chi voi molto vi sentite amate. E certo affermo questo: qual di voi amando non osserva miei ricordi e ammonimenti, costei non aspetti mai satisfarsi sanza grandissime perturbazioni, né mai stimi poter vivere amando non molto carca e oppressa d’infinito merore e doglia. State adunque attente ad imparare quanto vi gioverà sapere, ove troppo vi nuoce non sapere amare.

Abbiamo qui prima a dire quali sieno da eleggere amanti. Principio v’ammonisco, carissime figliuole, eleggete amante né vecchio d’età né troppo giovinetto. Niuna età più si truova a felice amare atta, quanto quella de’ già fermi e robusti uomini. Sono e’ vecchi omai sazi e inetti a’ dolci spassi d’amore, e stimate voi quanto sia tormento amare chi voi non molto ami. Vero, questi giovinetti sul primo fiorire della loro virilità sono dolcissimi d’aspetto e alle lunghe vigilie forse meno che gli altri deboli. Ma per Dio pregovi, ponete qui animo meco a riconoscere quanti incommodi questi seco apportino. Non sono esperti, e ogni piccola cosa loro all’animo fa grande ombra. Sono frettolosi e per questo male sofferenti, aventati, precipitosi, e perché poco conoscono, imprudenti; d’ogni cosa sospettosi, subito si sdegnano. E vedereteli mai sanza suo qualche seguace amico con chi e’ recita ogni sua amatoria istoria, e piaceli fingendo con quello che sia vero aggiugnere e vantarsi del falso, onde chi ode referisce agli altri, né mai si può dire di noi femine cosa sì falsa che non sia da qual-