Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/268

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264 de amore

espettato che vederti uscito e libero di questi duri e molesti pensieri tuoi amatori, ridurti a’ nostri usati studi e ozi delle lettere, quali te meco insieme aiuteranno a molto lungi fuggire in dolce libertà e tranquillità d’animo. E se così ti pare, quando sentirai queste lettere a te aranno giovato, stracciale, ché temo vengano in altre mani di chi creda me aver voluto essere teco quello che sempre fuggi’ parere, maledico e detrattore. E anche non vorrei a chi male te disidera, le nostre lettere prestassono utilità a uscire dello infortunio, in quale giace sepulto chi ama; ché a tormento e strazio niuno più crudele saprei dedicare chi fusse a me capitale inimico quanto solo di vederlo molto innamorato. Che le mie lettere sieno state troppo lunghe, biasimane te che così m’incitasti a scriverti. Aspetto mi risponda queste lettere teco avere asseguito buon frutto. Fra pochi dì mi piacerà, quando sarò costì, vederti libero e lieto.

Ex Venetiis die decima Ianuarii.