Pagina:Alberti, Leon Battista – Opere volgari, Vol. III, 1973 – BEIC 1724974.djvu/274

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vostra virtù più che nostra benificenza essere contenti per liberalità nostra.

Battista. Lodo la sentenza tua, Sofrona, ma non scorgo assai che ragion v’induca ad allettare molti chieditori, se non vi grada pattuirvi a loro; e se v’è grato piacere altrui per dispiacerli, non vi lodo.

Sofrona. Quasi come tu sia sì tardo d’ingegno che tu non conosca bisognarci di molti tristi eleggere uno forse buono. Ma credi che più niuno si può diletto a noi trovare maggiore, che avere nostro giuoco voi altri molto onoratissimi, e con cosa a qual mai pensammo, darvi che pensare intere le notti, e prestarvi occasione di scrivere simili alle tue elegie e pianti amatori. Sciocchi uomini! Sciocchi! Quanto più sete astuti, più ivi sete inetti. Volete prevedere e investigare e conietturare nostre parole e gesti, e fra voi non restate d’interpetrare nostri detti e fatti, e perdetevi in fatica inutile e vana. Può egli trovarsi simile insania che quietarsi mai, pensando sempre alle volubilità d’una fanciulla? E quanto noi più molto prudenti, quali tanto ci ricordiamo di voi e appena quanto in presenza vi vediamo; e ivi, gente cieca, vi dileggiamo! Ché se così fusse a noi licito non starci sedendo solitarie in casa in ombra, ma crescere fuori in mezzo l’uso e conversazion delle persone, che credi? Oh Iddio, qual sarebbe e quanta la prudenza nostra maravigliosa e incredibile! Quanto sarebbe ogni nostro consiglio simile all’oracolo d’Apolline, poiché così inesperte vi soprastiamo! E ben comprendo, perché così conoscete sarebbe, però inducesti questa consuetudine di recluderci in fra e’ pareti solitari. E con tutto ciò, vedi pur se in noi sia nulla di sentimento! Ché siamo tutte maestre a nostra posta mostrarci crucciate, dove ben nulla a voi pensiamo, solo per darvi dolore. E voi, simplicetti, a nostra posta ritornate in letizia con noi. E che prudenza stimi tu sia la nostra, quando così vedi nostra industria, ch’e’ nostri mariti amino chi noi vogliamo e perseguitino odiando chi noi deliberammo iniuriarlo; e presente tutti e’ nostri, tanta è astuzia in noi, che persino assiduo sappiamo tenere in casa chi disponemmo averlo per quasi continuo altro a noi marito?

Battista. Che in voi sia maravigliosa astuzia a qualunque