Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/100

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78 della architettura

ze loro; in modo che chi non ricoglieva da le sue possessioni trecento staia, non era quasi da lui annoverato infra i fuoi Cittadini. Gli Ateniesi tennero nel primo luogo quegli huomini, che erano ornati, et pieni di dottrina, et de lo uso delle cose; et nel secondo luogo gli Oratori; et ne l’ultimo gli Artigiani. Romulo separò da la Plebe, i Cavalieri, et i Patritii. Ma il Re Nurna divise la Plebe secondo le Arti. In Francia era la Plebe quasi come stiava; gli altri, dice Cesare che erano o Soldati, o dediti a la Religione, o a gli studii di sapienza, i quali si chiamavano Druidi. Appresso a Pantei, i primi erano i Sacerdoti, i secondi gli Agricultori, et i terzi erano i Soldati, con i quali erano i Pastori, et i guardiani de Bestiami. Gli Inghilesi si dividevano in quattro ordini: i primi erano quelli, de quali si facevano i Re, gli altri i Sacerdoti; nel terzo luogo i Soldati, et ne l’ultimo la Plebe. Gli Egittii diedero il primo grado a Sacerdoti; il secondo a Re, et a Prefetti; nel terzo luogo posero i Soldati, et la moltitudine altresi divisono diversamente infra Agricultori, et Pastori, et Artefici; et come dice ancora Erodoto infra Mercenarii, et Barcaruoli. Raccontano, che Ippodamo divise ancora egli la sua Republica in tre parti; Artefici, Agricultori, et Soldati. E’ pare che Aristotile non biasimasse coloro che separarono da la moltitudine alcuni huomini più degni, che con il consiglio, con i Magistrati, et con i giudicii, havessino ad esser sopra de gli altri, et che divisero il restante de la Plebe, infra Agricultori, Artigiani, Mercatanti, Mercenari, Cavalieri, Pedoni, et Turba Navale. Non troppo quasi dissimile a questa, secondo che di Diodoro historico si cava, fu la Republica de gli Indiani; percioche egli hebbono i Sacerdoti, gli Agricultori, i Pastori, gli Artefici, i Soldati, i Presidenti, et quelli che erano sopra i consigli pubblici. Platone disse, che una Republica era hor pacifica, et desiderosa de la quiete, et del riposo; et hora armigera, et volonterosa, secondo che erano gli animi di chi la governava. Et divise tutta la moltitudine de Cittadini, da le parti de lo animo; una parte fece di coloro, che con ragione, et consiglio moderavano il tutto; et altra di coloro, che con le armi rimovevano le ingiurie: Et la terza di coloro, che ne porgevano; et ministravano i nutrimenti, con i quali i Padri, et i Soldati si sostentavano. Queste cose ho io brevissimamente raccolte, cavate da molti scritti de gli Antichi; le quali mi pare che mi avvertischino, talmente che io habbia a conoscere che le cose, che io ho raccolte, son tutte parti di Republiche; et che io debba anco giudicare che ciascuna di loro debba havere il suo particolare modo delli edificii. Ma accioche secondo il costume nostro, noi trattiamo di ciò più distintamente; haremo piacere di discorrere in questa maniera. Se alcuno havesse a separare in alcune parti il numero de mortali, la prima cosa, che cadrebbe in la mente di costui, sarebbe questa: Principalmente e’ conoscerebbe che e’ non è il medesimo, considerare gli habitatori di alcuna provincia come tutti insieme; et il considerargli come separati, et distinti in parti: Secondariamente, contemplando egli la natura loro, non si avedrà egli in qual cosa e’ saranno più che in altra differenti; onde quindi possa pigliare le occasioni del separarli in parti? Ma e’ non è cosa alcuna, per la quale l’huomo sia più differente da l’huomo, che quella sola, mediante la quale egli è molto lontano dal genere de le bestie; cioè la ragione, et la cognitione de le buone arti; et aggiugnici se tu vuoi, la prosperità de la fortuna. De le quali tutte doti, pochi sono infra mortali, che ne sieno interamente dotati, et in esse eccellenti. Apriraccisi di quì adunque la nostra prima divisione, cioè che noi ne scegliamo di tutta la moltitudine alquanti, alcuni de quali sieno illustri, mediante la loro sapienza, consiglio, et ingegno: Alcuni altri approvati mediante l’uso, et la notitia de le cose: et altri sieno celebrati per la copia de le ricchezze, et per la abbondanza de beni di fortuna. Et chi negherà, che a costoro non si debbino dare à cura le principali parti


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