Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/105

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libro quarto. 83

debbe principalmente avvertire, che e’ non vi intervenga quel che il piu de le volte suole intervenire in simili luoghi, et massimo havendo a lo intorno Colline più alte di se; cioè che una grave, et continova massa di nebbie non ne faccia continovamente il giorno oscuro, et fosco, et incrudelisca l’aria. Debbesi avertire oltra di questo, che il furiare, et la smisurata molestia de venti non faccia troppo crudelmente danno a quel sito, et massimo de venti Greci. Conciosia che il Greco, come dice Esiodo, ratrappa, et storce ognuno, et massimo i vecchi. Sarà quel sito scommodo, dove la Città harà sopra a ridosso alcuna ripa, che rimanderà a lo ingiuso i sollevativi vapori dal Sole, o quello, nel quale alcune profondissime valli svaporeranno a l’intorno aria crudelissima. Altri ne avertiscono che i fianchi de le Città si debbino terminare con luoghi precipitosi. Ma che i precipitii quasi tutti non sieno di lor natura bastanti a durare contro a i motivi, et a gli accidenti de tempi, lo dimostrano in assai luoghi molte Castella, et in Toscana Volterra. Rovinano certo i luoghi cosi fatti in processo di tempo, et si tirano dietro ciò che tu vi pon sopra. Bisogna grandemente ancora avertire, che tal sito non habbia attaccato alcun Monte a ridosso, che preoccupato da gli inimici, ti habbia a essere di continova molestia; che sotto la Città non vi sia tanto di pianura sicura, che il nimico vi si possa nascondere, pigliandovi con l’esercito alloggiamenti, et farvi dipoi trincee, o ordinare gli squadroni per venirti ad affrontare. Noi habbiamo letto, che Dedalo pose la Città d’Agrigento, hoggi Gergento, sopra una difficilissima pietra, con una entrata strettissima; di maniera che ella era guardata da tre huomini soli: fortezza certo commodissima, pur che e’ non ti possa esser riserrata l’uscita a le armi con altante persone, con quante si difende la entrata. I pratichi ne le cose da guerra lodano grandemente Cingoli, fatto da Labieno ne la Marca, si per molte altre cose, si ancora perche quivi non interviene quello, che ’l più de le volte suole intervenire alle terre di montagna, che poi che tu vi sia salito, vi sia il combattere pareggiato: Conciosia che i nimici vi sono ributtati da una altissima, et precipitosa ripa; Nè vi puo lo inimico con una sola scorreria dare a suo piacimento il guasto al paese, et predarlo, nè riturare tutte le vie insieme ad un tempo, nè ritrarsi sicuro agli alloggiamenti, nè mandare mai a fare cornaggio, o per legne, o per acque senza pericolo. Il contrario interviene a que’ di dentro; percioche mediante i Monti che egli hanno sotto, collegati insieme da più bande, et mediante le interpostevi Valli, hanno da poter uscire in uno subito a molestare gli inimici, da poterli a l’improviso affrontare, et dar loro la carica, secondo che se gli porge qual si voglia presta occasione, et speranza. Nè danno minor lode a Bisseio Castello de Marsii fortissimo mediante le tre fiumare, che quivi da diverse bande concorrono; et difficilissimo ad andarvi, mediante gli strettissimi passi de le Valli, alzandovisi all’intorno asprissimi, et inaccessibili Monti: Di maniera che gli inimici non hanno luogo dove porvifi ad assedio; nè possono guardare tutte le sboccature de le Valli, commodissime certamente a que’ del Castello, da potervi metter dentro soccorsi, et vettovaglie, et da nuocere a nimici. Ma sia de Monti detto a bastanza. Hora se tu collocherai una terra ne la pianura, et come il più de le volte si suol fare in su la fiumara, talmente che ella forse passi per il mezo de la terra, avvertisci che detta fiumara non venga da Austro, o corra verso Austro: Percioche quindi la humidità, et quinci la frigidità, multiplicate per i vapori de la fiumara, arriveranno più moleste, et più nocive. Ma se la fiumara passerà fuori del circuito de le mura, bisognerà considerare la regione a l’intorno; et donde i venti haranno campo più aperto, alzare da quella banda le mura, dietro a le quali habbia a passare detta fiumara. Ne l’altre cose farà a proposito quel che tengono i Naviganti, cioè che i venti per lor natura sogliono seguitare molto il Sole; et le brezze Orientali: Et i Medici dicono, che quelle de la mattina


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