Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/119

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libro quarto. 97

sopra capo alcune sommità di altissimi Monti da vedersi di lontano, et notabili; a quali i Naviganti possino, come a luogo determinato, dirizzare il loro navigare. Dentro al Porto si debbe tirare una ripa, et un Ponte; accio quindi si habbia più commodità de lo scaricare le Navi. Questa sorte di muraglia usarono gli Antichi variamente: de le quali varietati non è tempo da parlare al presente. Conciosia che tale discorso si debbe riserbare, allhora che noi parleremo del rassettare i Porti, et del condurre tal macchina. Debbe oltra di questo il Porto havervi luoghi da passeggiare, et un Portico, et un Tempio, dove possino alquanto fermarsi quelli che escono de Navilii. Nè vi debbono mancare colonne, spranghe, et campanelle di ferro, a le quali si possino legare i Navilii. Faccinvisi spesse volticciuole, sotto le quali si mettino al coperto le cose portate: murinvisi ancora in su le bocche torri alte, et gagliarde; accioche da la lanterna di esse si vegghino venire le Vele; et quindi la notte con fuochi mostrino a Naviganti il cammino sicuro; et con le loro merlature difendino i Navilii de gli amici; et mettinvisi a traverso catene, che tenghino fuora gli inimici. Et dal Porto al dritto mezo de la Città, dirizzisi una strada maestra, et vi concorrino assai Borghi; accioche da ogni verso si possa in un subito assalire la insolente armata de nimici; et habbia più adentro alcuni seni minori, dove i Navilii indeboliti si possino rassettare. Ma non si lasci questo indietro, appartenendosi egli massimo al Porto: che furono, et sono Città celebrate, sicure più per questo, che per altro; cioè per havere le bocche, et in luogo de le bocche l’entrata incerta; et le diversità de canali conosciuti a pena da chi vi nuota movendovisi il fondo d’hora in hora. Queste son quelle cose che ci è parso di dire de gli edificii publici de lo universale; se già non ci aggiugnesse, che dicono che si scompartischino le Piazze; che alcune servino a potervi vender le cose, che ne la pace vi saranno state portate; alcune servino perche la gioventù vi si eserciti; et alcune ne la guerra servino a riporvi legnami, strami, et altre cosi fatte cose, che t’habbino a servire a potere sopportar l’assedio. Ma il Tempio, i luoghi sacri, et il luogo da rendere ragione, et luogo da recitarvisi spettacoli et simili, sono più tosto luoghi comuni, et proprii di non molti; et questi sono o Sacerdoti, o pure Magistrati, et però tratteremo di essi a luogo loro.


Della architettura della pittura e della statua, finalino, 97.jpg

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