Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/189

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libro settimo. 167

zo de la colonna da basso il più, et il meno un diametro, et un terzo: Divisono l’altezza di tutta la basa in tre parti, una de le quali ne assegnarono all’altezza del dado. Fu adunque la altezza di tutta la basa tripla a la altezza del dado, et la larghezza del dado ancor tripla alla altezza de la basa, oltre al dado divisono il resto de la grossezza de la basa in quattro parti, de le quali la parte disopra assegnarono al mazzocchio di sopra, di nuovo quel restante che rimaneva infra il mazzocchio di sopra, et il dado di sotto, lo divisono in due parti, l’una de le quali dettono al mazzocchio di sotto, et l’altra di sopra scavarono per cavetto che restasse soppressato da l’uno mazzocchio, et da l’altro; il cavetto è fatto d’un canale incavato, et di due intaccature che accerchiano attorno attorno il cavetto; all’intaccatura assegnarono la settima parte, et il resto incavarono. In ogni edificamento dicemmo che bisogna avvertire che quelle cose che si murano posino sul sodo. Non sarà sodo se il tuo piombo cadendo dal piè de la posta Pietra troverà nel suo diritto alcuno voto d’aria, o alcuno vacuo; et perciò nel fare i cavetti hebbono consideratione di non gli cavare tanto a dentro, che nello scarnarli troppo offendessno i diritti de le Pietre, che vi si havevano a piantare sopra; i mazzocchi usciranno fuori per la metà della loro grossezza, et uno ottavo più; et il maggiore aggetto del cerchio del mazzocchio cadrà apunto sul piombo del dado in questo modo le disegneranno i Dorici. Ma a gli Ionici piacque la altezza come quella de Dorici, ma adoppiarono i cavetti, et messono duoi mazzocchi in mezo a cavetti, si che e’ feciono le base alte per la metà de la grossezza de la colonna da piede, et divisono quella altezza in quattro parti, una de le quali assegnarono alla altezza del dado; Ma alla larghezza del dado assegnarono undici di queste quarte. Fù adunque tutta la altezza de la basa quattro, et la larghezza undici. Disegnato il dado divisono il restante de la altezza in sette parti, due delle quali assegnarono alla grossezza del mazzocchio di sotto, et quel restante ancora de la altezza che rimase oltre al dado et al mazzocchio, divisono in tre parti, una de le quali assegnarono al mazzocchio di sopra, et le due del mezo assegnaron a i duoi cavetti, et alli duoi bastoncini, che infra l’uno mazzocchio, et l’altro stanno quasi come in soppresso; i quali cavetti, et bastoncini, feciono in questo modo. Divisono lo spatio che era infra l’uno mazzocchio et l’altro in sette parti delle quali ne assegnarono una per uno a bastoncini, et l’altre divise per metà servirono per i cavetti, in quanto a gli aggetti de mazzocchi osservarono il medesimo che i Dorici; et nello scavare de cavetti hebbono rispetto a piombi delle pietre che sopra vi si havevano a posare, ma le intaccature feciono de la ottava parte de loro cavetti. Alcuni altri giudicarono, che oltre al dado la altezza de la basa si havesse a dividere in sedici parti, le quali chiameremo modelli, di queste ne assegnaron quattro al mazzocchio di sotto, et tre al mazzocchio di sopra, et al cavetto di sotto tre et mezo, et tre et mezo a quel di sopra, et gli altri duoi modelletti assegnarono a bastoncini che havevano a stare in quel mezo, in questo modo gli usaron adunque gli Ionici. Ma i Corinthii lodarono la basa Ionica, et la Dorica, et indifferentemente si servirono dell’una, et dell’altra; Anzi in quanto a le colonne non aggiunsono cosa nessuna se non il capitello. Dicesi che i Toscani usarono di mettere sotto a le colonne il dado non quadro, ma tondo, ma questa sorte di base non hò io mai trovato nelle opere de li Antichi; Ma hò bene considerato che ne portici che accerchiavano a torno i Tempii tondi, gli Antichi usarono di porvi le base col dado continovato che girasse a torno, accioche e’ fussi d’un pezzo continovato come compagno messo sotto a tutte le colonne, secondo quella altezza, che apunto al dado si conviene. Credo certo che e’ facessino questo perche e’ s’accorgessino che le cose quadrangolari non stavano bene con le tonde. Io ho visto alcuni, che ne coperchi de capitelli havevano diritte le li-


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