Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/190

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della architettura. 168

nee al centro del mezo del Tempio, il che chi lo facesse ne le base, forse non sarebbe da riprendere, nientedimeno non ne saranno molto lodati. Ma e’ mi piace d’intramettere in questo luogo con la gratia di Dio alcune cose, le membra de gli ornamenti son queste; la fascia, il dentello, il bottaccio, o vero l’uvovolo, il bottaccino, o vero bastoncino, il canaletto o vero guscio, la goletta o vero lo intavolato; qual si voglia l’uno di cosi fatti membri è tale che e’ si rilieva, et sporta in fuora, ma con vario disegno; percioche il disegno de la fascia si assomiglia a la lettera L. Et è la fascia il medesimo che la intaccatura o vero il pianuzzo; ma alquanto più larga: Il dentello hà molto più aggetto che la fascia: Il bottaccio, o vero vuovolo stetti io già in dubbio se lo volevo chiamare hellera, percioche egli vi si accosta distesa, et il disegno del suo aggetto come un C. messo sotto la lettera L. a questo modo LC. et il bottaccino, o vero bastoncino è alquanto minore, ma quando questa lettera C. si mette a rovescio sotto la lettera a questo modo LƆ. ella fa il canaletto, o vero guscio: Ma se sotto alla medesima lettera L. si mette un S. in questo modo si chiamerà la goletta, o vero lo intavolato LS., percioche ella si assomiglia al gorgozzule dell’huomo, ma se ella vi si mette adiacere, et a rovescio in questo modo LƧ., dalla somiglianza del suo piegarsi si chiamerà onda, o vero gola. Questi membri ancora, o e’ saranno stietti, o veramente ci si intaglierà dentro qualche adornamento. Nella fascia intagliano nicchi, uccelli, et caratteri di lettere, nel grado fanno il dentello, che si fa in questo modo; fassi largo per la metà de la sua altezza, et il voto, che resta tra l’un dentello et l’altro, ha due de le tre parti de la larghezza del dentello. Nel bottaccio alcuna volta fanno gli vuovoli, et alcuna volta lo vestono di foglie; et gli vuovoli alcuni gli fanno interi, et alcuni li fanno mozzi di sopra, nel bottaccino fanno coccole quasi infilate in filo; la goletta et l’onda non intagliarono mai, ma le vestivano di fogliami; le intaccature sempre feciono stiette in tutti i lati. Nel congiugnere insieme questi membri ci è questa regola, che sempre quelli che son di sopra habbino più aggetto che quelli di sotto. Le intaccature son quelle, che dividono l’un membro da lo altro, et servono per cimasa sopra detti membri; percioche la cima è quel liniamento che stà sopra a quel tu ti voglia membro. Giovano ancora queste intaccature che con havere la testa liscia et pulita, dividono l’asprezza de li intagli de l’altre membra, et fannosi larghe per la festa parte di quel membro a le quali si pongon sopra, o sieno dentelli, o pure vuovoli, ma ne la goletta si fanno per il terzo.


Del Capitello Dorico, Ionico, Corinthio, et Toschano.

cap. viii.


TOrniamo hora a capitelli, i Dorici feciono il loro capitello alto quanto la basa, et tutta questa sua altezza divisono in tre parti, la prima diedero alla cimasa, la seconda al bottaccio, che è sotto la cimasa, et la terza lasciarono per il collo del capitello, che è sotto al bottaccio; la larghezza de la cimasa era per ogni verso quanto la grossezza da basso de la colonna, et il duodecimo più; questa cimasa si divide in duoi membri, cioè in una goletta, et in un dado, ma la goletta è due de le cinque parti di tutta la cimasa; il labbro del bottaccio con la sua linea disopra cigneva appunto le linee del dado a pie del bottaccio. Altri vi feciono a torno tre minuti anelletti, et altri una goletta, acciò havesse più gratia, et questo si fatto adornamento occupò non più che la terza parte del bottaccio. il Diametro del collo del capitello cioè la parte più bassa di esso, non fu mai talmente grossa, che eccedesse la grossezza da capo de la colonna, il che si osserva in tutte le maniere de capitelli.

Al-