Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/204

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182 della architettura

per la frequentia de quasi tumultuanti litiganti, et per la necessità di riconoscere, et di sottoscrivere le scritture: et sarà lodata, se ella sarà ordinata di maniera, che quelli, che verranno a cercare o de loro clientoli, o de loro padroni, possino a la prima giunta vedere dove e’ sono; et perciò si debbono in questi luoghi por le colonne più rare, et molto a proposito vi staranno quelle, che reggono gli archi: ma non recusano ancora quelle che reggono gli architravi. Ma noi daremo a la Basilica questa distinitione, et diremo che ella certo è un luogo da passeggiare molto grande, molto espedito, coperto di tetto, con logge di dentro: percioche quella ch’è spogliata di logge, penso io che più tosto sia una muraglia, che s’aspetti a la Curia, et al Senato, che a le Basiliche: de la quale parleremo al luogo suo. La pianta de la Basilica bisogna che sia più lunga il doppio, che larga, et è cosa conveniente che ella habbia la nave del mezo principale, et la nave a traverso, che dicemmo causidica, libere, et spedite da potervi passeggiare. Ma se per aventura ella harà ad havere solamente un portico solo da le bande senza la nave causidica, si terminerà in questo modo: Dividasi la larghezza di la pianta in nove parti, cinque de le quali se ne assegnino a la nave di mezo, et due a ciascuno de portici. La lunghezza dipoi si divida medesimamente in nove parti, una de le quali si assegni al vano, ch’è dal petto a le reni de la tribuna, et due a la larghezza de l’entrata de la tribuna. Ma se oltre al portico vi si harà ad aggiugnere la nave causidica, alhora dividerai la larghezza de la pianta in quattro parti; due se ne daranno a la nave di mezo et una per uno, dipoi a portici: la lunghezza ancora si dividerà in questo medesimo modo; percioche il seno de la tribuna piglierà a l’indentro con la sua curvatura la duodecima parte de la sua lunghezza: ma il vano de l’entrata sarà duoi dodicesimi, et mezo, et la nave causidica resterà larga la sesta parte de la lunghezza de la pianta. Ma se vi haranno a essere insieme con la nave causidica i portici doppii, dividasi la larghezza in dieci parti, quattro de le quali ne assegnerai a la nave di mezo, et l’altre di quà et di là divise in parti uguali serviranno per i portici; ma la sua lunghezza si dividerà in venti parti, de le quali se ne assegnerà una et mezo al cavo de la tribuna, et tre et un terzo a l’entrata di essa tribuna; alla larghezza de la nave causidica se ne assegneranno solamente tre parti. Le mura de le Basiliche non saranno grosse, come quelle de Tempii; Percioche elle non si fanno per havere a reggere i pesi de le volte, ma per reggere le travi et i cavalletti de tetti: Faccinsi adunque grosse per la vigesima parte de la loro altezza, et faccinsi alte solamente una volta et mezo per quanto è la sua larghezza dinanzi, et non più mai in alcun luogo. Ne le cantonate de le navi da passeggiare eschino pilastri fuori del vivo del muro con disegno per il lungo del muro, secondo l’ordine del colonnato, grossi non meno che per due, nè più che per tre grossezze di quel muro. Sonci ancora alcuni che per fare l’edificio più gagliardo faranno un pilastro ancora giu per il diritto del filare de le colonne infra le colonne: La larghezza de’ quali o ella è per tre, o al più per quattro grossezze d’una colonna. I colonnati ancora non hanno mai ad havere quella gravità, c’hanno quelli che si mettono ne Tempii, per il che et massimo se noi useremo colonnati con gli architravi, ne discorreremo in questo modo: Se le colonne hanno a essere Corinthie, levisi de la loro grossezza la duodecima parte, et se Ionice la decima parte, et se Dorice, lievisene la nona parte; nel mettere insieme poi l’altre cose, cioè capitelli, architravi, fregi, cornici, et simili si andrà seguitando l’ordine de Tempii.


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