Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/228

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206 della architettura

di amicitia l’un con l’altro. I nostri Antichi, credo io, che con questa medesima intentione ordinassino nella Città gli spettacoli, non tanto per conto de piaceri, et del festeggiare, quanto ancora per conto de la utilità: et certamente se noi andren bene esaminando la cosa, ci soverranno molte cose, per le quali ci dorremo assai, et assai, che una usanza tanto eccellente, et tanto utile si sia già è tanto tempo dismessa: Conciosia che essendo stati trovati gli spettacoli, alcuni per servire a piaceri nel tempo de la pace, et del riposo, et alcuni per potersi esercitare nelle cose da guerra, et nelle faccende, l’uno de’ quali serve ad eccitare et a nutrire la sottigliezza, et la bontà de lo ingegno, et de la mente; et l’altro accresce maravigliosamente la gagliardia et la constantia de lo animo, et fa le forze robuste; hanno nondimeno l’uno, et l’altro un modo fermo, et certo per il quale giovano maravigliosamente alla salute et allo ornamento de la patria. Gli Arcadi si dice che furono i primi che trovassero i giuochi, et lo feciono per mitigare, et addomesticare gli animi de loro Cittadini, che erano di vita austera et severa, et quegli che tralasciarono di poi tale usanza, secondo che scrive Polibio, diventarono di animi si crudi, che per tutta Grecia erano tenuti abbominevoli. Ma invero la memoria de giuochi è molto antica, et varii si crede che sieno gli inventori di essi. Percioche e’ dicono che Dionisio fu il primo inventore de balli, et de giuochi. Trovo ancora, che Hercole fu il primo che ordinasse il giuoco de la scherma. Dicono oltra di questo che gli Etolii, et gli Epei poi che furono tornati da lo eccidio di Troia, trovarono la inventione del luogo per i giuochi Olimpici. Dicono ancora che appresso de Greci, Dionisio Lenmeo, il quale fu il primo che trovò i cori de le Tragedie, fu anco il primo che murasse un luogo per gli spettacoli. In Italia dicono che Lucio Mummio fu il primo che nel trionfo introdusse i giuochi teatrali dugento anni inanzi, che Nerone imperasse: et gli Istrioni vennono in Roma di Toscana. I giuochi de cavalli furon trovati da Tyrii, et quasi tutta la varietà de giuochi che ci sono rimasti, furon condotti et trasportati de la Asia in Italia. Io credo che in quella prima antichità de le genti, quando e’ cominciarono a scolpire Iano in bronzo, facilmente si stesse a vedere i giuochi sotto un faggio, o sotto un olmo. Dice Ovidio:

Romul tu primo allor di cure empiesti

I giuochi, ch’e ’l Sabin le figlie vide
A i vedovi Roman gioconda preda.
Non ornava Theatro ancora il marmo
Ne vela ombra faceali: e i suoi suggesti
Non facea rossi temperato Croco.
Ivi eran frondi solo; e ’n quella guisa
Che semplici l’havea prodotte il bosco;
Era senz’arte ancor fatta la scena:
Sedeva il popol sopra i gradi fatti
Di verdi cespi, et difendea dal Sole

L’aspro capel con qual si voglia fronde.

Dicono nientedimanco cne Iolao figliuolo di Ipsicleo fu il primo che nella Isola di Sardigna ordinasse gradi da sedere, quando e’ ricevè le Tespiade da Ercole. Ma da prima anticamente si facevano i Teatri di legno. Anzi biasimarono Pompeio, perche egli haveva fatti i gradi de lo spettacolo fermi, et non da potersi levare, come prima era l’usanza. Dipoi venne la cosa a tanto che dentro alla Città di Roma erano tre grandissimi Teatri, et Amfiteatri infiniti; et quello ancora che era capacissimo di meglio che di dugento mila persone; et quel luogo che e’ chiamavano Cerchio massimo: i quali tutti erano fatti di Pietre riquadrate, et adornati di colonne di marmo: Oltre a che non contenti di si fatte cose, feciono ancora spettacoli per a tempo pieni di marmi, et di vetri, et di una infinita moltitudine di statue. Il maggiore spettacolo insino


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