Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/24

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2 proemio.

non le havessero (quasi come ricevute nel grembo de’ loro antichi) difese, et favorite. Dedalo ne’ suoi tempi fu grandemente lodato, per haver fatto appresso de i Selinuntii una stanza in volta, nella quale si raccogliesse un vapore tanto tiepido, et piacevole, che movesse i corpi a mandar fuori gravissimi sudori: et gli sanasse con grandissima dilettatione. Che dirò io de gli altri che andarono investigando molte cose simili a queste; atte a giovare alla sanità: come luoghi da farsi portare, da notare, le stufe, et altri simili? O a che racconterò io i carri, et gli altri instrumenti da portare, i mulini, gli horiuoli, et simili cose minute: le quali nientedimeno sono al viver nostro di grandissìmo momento? A che le abondanzie delle acque cavate de’ piu secreti et riposti luoghi; et esposte a tanto varie, et espedite comodità de gli huomini? A che i Trofei? i Tabernacoli, gli Edificii sacri, le Chiese, et simili, trovate per il culto divino, et utilità de’ posteri? A che finalmente le tagliate Ripe, i forati Monti, le ripiene Valli, i ristretti Laghi, gli sboccati Paduli nel mare, le fabricate Navi, i dirizzati Fiumi, le aperte Foci, i piantati Ponti, i fatti Porti, non solamente provedendo a le comodità de gli huomini per a tempo: ma aprendoli la via di potere andare per tutte le provincie del mondo. Onde è nato, che gli huomini scambievolmente hanno insieme accomunato l’uno a l’altro le vettovaglie, le spetierie, le gioie, et le notitie, et cognitioni delle cose, et tutto quello che è utile alla salute, et al modo della vita. Aggiugni a questo gli Instrumenti, et Machine da guerra; le Fortezze, et quelle cose che fanno di bisogno a difendere la libertà della Patria, et a mantenere l’honore, et ad accrescere la grandezza della Città: et ad acquistare et a stabilire uno Imperio. Io certo mi penso, che se si dimandassero tutte quelle Città, le quali dapoi in quà che è memoria de gli huomini son venute per assedio sotto lo imperio d’altri; da chi esse fussino state soggiogate, et vinte; elleno certo direbbono, dallo Architettore: Et di essere state sofficienti a sprezzare facilmente lo armato inimico; ma non già di essere state possenti di durare contro alla forza dello ingegno; et alla grandezza delle Machine, et allo impeto de gli instrumenti bellici; con le quali cose lo Architettore le strigneva, le infestava, et le rovinava. Et così per il contrario diranno quelle che sono state assediate, di non si essere difese con alcuna altra cosa più che con l’aiuto, et con le arti dello Architettore. Et se tu andrai esaminando le fatte espeditioni; troverai forse, che la maggior parte delle vittorie si sono acquistate più tosto per le arti, et per le virtuti de gli Architettori, che per i governi, o per le fortune de’ Capitani; Et che lo inimico è stato più volte superato, et vinto dallo ingegno degli Architettori, senza le armi de’ Capitani; che dalle armi de’ Capitani, senza l’ingegno degli Architettori. Et quel che grandemente importa, è che lo Architettore con poca gente, et senza perdere i soldati, vince. Hor sia quanto alla utilità detto abastanza. Ma quanto il pensiero, et il discorso dello edificare diletti, et sia fitto dentro ne gli animi de gli uomini, si vede da molte cose; et da questa ancora, che tu non troverai nessuno, purche egli habbia il modo, che non habbia dentro una certa inclinatione di edificare qualche cosa. Et che se egli harà col pensiero trovato cosa alcuna appartenente allo edificare, volentieri da se stesso non la dica, et non la manifesti allo uso de gli huomini; quasi che sforzato dalla natura. Et quanto spesso accade, che se bene noi siamo occupati in altre cose, non possiamo fare che con la mente, et con lo animo, non ci imaginiamo di fare alcuni edificii. Et guardando le altrui muraglie, subito con diligentia consideriamo tutte le proportioni, et misure, et le essaminiamo, et secondo le forze dello ingegno nostro, ricerchiamo che cose vi si potessero aggiugnere, levare, et mutare: Et avertiamo inoltre, in che modo elleno sariano più compiute, o più belle. Et se alcuno edificio sarà ben compartito, et perfettamente finito, chi sia quello, che non lo risguardi con dilettazione, et letitia grandissima? Ma a che racconterò io quanto et in casa, et fuori, non


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