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224 della architettura

Che le parti, et le membra de gli edifitii sono infra loro differenti di natura, et di spetie, et che elle si debbono adornare in varii modi.

cap. iii.


MA essendo i membri de gli edifitii molto differenti infra di loro, cioè di natura, et di specie, io penso che e’ sia bene discorrere di tutte queste cose le quali lasciammo in dietro come riserbate a questo luogo. Conciosia che e’ sono molte cose, le quali non importa che tu le faccia o tonde, o quadre, pur che elle ti servino bene al tuo bisogno, ma importa bene grandemente quanto elle sieno di numero, et in che luogo tu le metta, et alcune di queste è necessario farle maggiori, come sono i cortili de le case, et alcune hanno bisogno di manco spatio come sono le camere, et tutte le altre stanze più secrete. Alcune altre sono mediocri come sono le sale, et il vestibolo. Altrove habbiam detto come habbia da esser fatto qual si voglia membro de la casa: et come queste membra sieno di larghezza di sito differenti, non ho io che raccontare. Conciosia che elle sono infinite, secondo che più ti piacerà, et si mutano dando loro variati luoghi, secondo il costume del vivere. Gli Antichi facevano inanzi alle case, o il portico, o i gradi da sedere, nè sempre facevano l’uno, o l’altro di linee diritte, ma di torte ancora a guisa di Teatro: a canto al portico facevano il vestibolo quasi tutti, tondo: Dipoi era lo andito che ne conduceva nel cortile, et le altre cose, che a luoghi loro raccontammo, a disegni de le quai cose se io andassi dietro, sarei troppo lungo. Ma quelle cose che fanno al bisogno nostro, son queste. Se la pianta sarà tonda, scompartiscasi secondo il disegno del Tempio, se già non ci è questa differentia, che l’altezza de le mura hanno in questo luogo ad essere più alte che nel Tempio: il che perche sia cosi, lo vedrai al presente. Et se ella sarà quadrata, vi saranno allhora alcune cose, per le quali ella sarà differente da le cose che noi raccontammo de gli edifitii sacri, et da le publiche de secolari; nondimeno vi saranno ancora alcune cose, per le quali converranno con il luogo del consiglio, et con la curia, secondo il ricevuto costume de gli Antichi. Lo andito sarà largo per i duoi terzi de la sua lunghezza, o veramente la sua lunghezza sarà per una intera larghezza et duoi terzi, overo se ne darà alla lunghezza una larghezza intera, et duoi quinti. A qual s’è l’una di queste proportioni, pare che gli Antichi ordinassero di alzar le mura in alto, tanto che la terza: parte de la lunghezza de la pianta si desse quattro volte alla altezza. Io per haver misurati assai edifitii, ho trovato che le piante de le stanze quadrate ricercano altre altezze di mura, dove s’habbia a far in volta, et altra dove s’habbino a fare i palchi, et che altra cosa bisogna provedere per gli edifitii grandi, et altra per i minori: conciosia che e’ non è uguale proportione de gli spatii nell’uno, et nell’altro, dal punto dell’occhio di chi risguarda all’ultime altezze vedute. Ma di queste cose tratteremo altrove. Termineremo le grandezze de le stanze secondo il tetto, et il tetto secondo le lunghezze de le travi, con le quali habbiamo bisogno di coprirli. Dico che quel tetto è mediocre, al quale per sostegno di se stesso basti uno albero, o una trave mediocre. Et ci sono ancora oltra queste che noi habbiamo racconte, molte altre proportioni, et corrispondentie di linee convenientissime, le quali ci sforzeremo di esplicare con più brevità et più chiaramente che noi potremo, in questo modo: Se la lunghezza de la pianta sarà il doppio de la larghezza, la altezza de palchi allhora sarà quanto la larghezza, et la sua metà più, ma se harà a essere in volta, aggiugnerai alle mura il terzo de la larghezza. Questo ti servirà per le muraglie mediocri, ma per le grandi, se haranno a esser in volta, l’altezza allhora da alto a basso sarà per una larghezza, et un quarto, ma dove s’habbino a far palchi, sarà per una larghezza, et duoi quinti: ma se la


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