Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/247

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libro nono. 225

pianta sarà lunga per tre larghezze, havendovi a far palco, aggiugnivi i tre quarti de la sua larghezza; et havendovisi a far la volta, sia l’altezza per una volta et mezo la sua larghezza. Ma se ella sarà lunga per 4. larghezze, havendosi a fare in volta, piglierai la metà de la sua lunghezza; et se vi harai a far palco, dividerai la larghezza in quattro parti, et ne darai alla altezza una intera, et tre quarti; et se ella sarà lunga per cinque quadri, farai l’altezza come in quella de quattro quadri, ma un sesto più di essa altezza; et se ella sarà di sei quadri, facciasi come nella passata, et aggiungivi non il sesto come in quella, ma il quinto. Se la pianta sarà di lati uguali, havendo a essere in volta, avanzi per l’altezza, come ti dissi di quelle de tre quadri, ma havendo ad havere il palco, non avanzerà, anzi nelle piante alquanto maggiori sarà lecito abbassarsi talmente, che la larghezza superi l’altezza del quarto. In quelle piante che la lunghezza sopravanzerà la larghezza de la nona parte di se stessa, facciasi medesimamente che la altezza sia avanzata da la larghezza per la nona parte, ma questo non si usa se non ne palchi. Quando la lunghezza sarà per una larghezza, et un terzo, alzerati per una larghezza, et un sesto, dove habbino a essere i palchi, ma se tu vi harai a far le volte, fa che ella sia alta a punto per la sua larghezza, aggiuntovi un sesto de la sua lunghezza. Quando alla lunghezza sarà assegnato un quadro et mezo, farai che la sua altezza sia quanto la larghezza et un settimo, nelle impalcature, ma havendovi a far la volta, farala alta quanto la sua larghezza, aggiuntovi la settima parte de la lunghezza de la pianta. Se finalmente ella sarà fatta di linee, che una sia lunga sette, et larga cinque, o un’altra larga tre, et lunga cinque, et simili, secondo che sarà stato di bisogno per la necessità del luogo, o per la varietà dell’inventione, o per il modo de gli adornamenti, congiugnerai insieme amendue queste linee, et la metà del tutto assegnerai alla altezza. Io non vo già quì lasciare indietro questo, che e’ non bisogna che gli anditi si faccino in alcun luogo più lunghi che per il doppio de la loro larghezza; le camere non debbon mai esser tanto lunghe, che elle non siano almanco larghe per il terzo de la loro lunghezza. Le piante di tre quadri, et di quattro per lunghezza, et l’altre di questa sorte, si aspettano alle loggie, le quali ancora non hanno a passare i sei quadri. Nelle mura si lasciano i vani per le finestre, et per le porte: se la finestra si harà a far nel muro de la larghezza, che per sua natura è sempre più corto, che quello de la lunghezza de la pianta, non vi se ne farà se non una, et sarà certamente fatta di maniera, che ella sarà più alta che larga, o per il contrario che ella sarà più larga che alta, la qual sorte di finestre si chiamano finestre adiacere. Se la larghezza adunque sarà come quella de le porte, alquanto minore, ordinerai allhora che il vano de la larghezza del lume non sia più che la terza parte del muro di dentro, nè manco che la quarta, et il davanzale non sia più alto dal piano de lo ammattonato, che quattro noni di tutta la altezza, nè manco di duoi. L’altezza del vano de la finestra sarà un quadro et mezo. Si che questo è il suo ordine, se le finestre saranno più lunghe che larghe: ma se la finestra sarà più larga che alta, allhora di tutta la lunghezza del muro di dentro non assegnerai al vano del lume de la finestra manco che la metà, nè più che i duoi terzi. La sua altezza si farà ancora nel medesimo modo, o per la metà de la larghezza, o per i duoi terzi, ma vi si metteranno due colonne per reggere di sopra il cardinale; ma se si haranno a collocare finestre in un muro lungo, vi se ne faranno più et in numero caffo. Io veggo che gli Antichi lodarono assai in questo il numero ternario, et facciasi in questo modo: tutta la lunghissima linea del muro si dividerà in sette parti il più, et in cinque il meno, de le quali piglierane tre, et in esse distribuirai una finestra per una, et all’altezza del vano darai una intera larghezza et tre quarti, o una larghezza, et quattro quinti, et se pure ultimamente ti bisognasse più finestre, essendo allhora un tal lavoro quasi de la


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