Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/261

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libro nono. 239

difetti, per i quali le cose riuscissino brutte, erano grandissimamente da esser fuggiti: Tratteremo adunque al presente di quelli, et massimo de più gravi. I difetti nascono o dal consiglio, o da la mente, come e il giuditio, et la elettione; o alcuni altri nascono da le mani de li Artefici come sono verbigratia, le cose che si fanno manualmente. Gli errori, et i difetti del consiglio, et del giudicio sono quanto alla lor natura, et quanto al tempo i più importanti: Et in se stessi ancora i più gravi; et son tali, che fatto lo errore sono manco emendabili. Si che comincieremoci da questi. Sarà certamente difetto se tu eleggerai per porre il tuo edificio una regione mal sana, inquieta, sterile, infelice, melanconica, et che sia piena, et tormentata da infiniti mali, ascosi, et palesi. Sarà ancor difetto se tu disegnerai una pianta mal’atta, et male accomodata. Se tu applicherai membra à le altre membra, per uso degli abitanti, che non convenghino, et non corrispondino à lor bisogni. Se ei non si sarà preveduto a quanto sia conveniente con dignità alli ordini di ciascuno, et à tutta la famiglia libera, et de servi, et de le matrone, et de le fanciulle, et de le commodità di quei de la Città, et di questi de la villa, et a le commoditati ancora di chi venisse ad alloggiar teco, et di chi venisse à visitarti. Se tal muraglia sarà troppo gran macchinaccia, o troppo piccola ancora, o se ella sarà troppo aperta, o troppo riposta, et chiusa, o troppo ristretta insieme, o troppo sparta, o che e’ vi saranno molto più cose, o molto manco che il bisogno si ricerchi: se e’ vi mancheranno stanze, mediante le quali tu non possa difenderti da gran caldi, o da gran freddi, senza molestia: se e’ non vi saranno stanze, nelle quali tu ti possa essercitare, e pigliar piacere quando sarai sano; et stanze ancora, che per esse possa schifare le offensioni de la aria per gli infermi, et che non si sentono bene. Aggiugnici, se ella non sarà assai sicura, et gagliarda per difendersi ne casi fortuiti, et subitani da le ingiurie de gli huomini. Se le mura saranno o tanto sottili che elle non si reghino per sostenere il tetto, o più grosse che il bisogno per reggersi, et star ferme: se i tetti contenderanno (per dir cosi) con le lor grondaie l’un con l’altro. Se dette grondaie gitteranno lo impeto de le loro acque nelle mura, ò nelle entrate. Se tu porrai tale muraglia troppo bassa, o troppo alta: se i vani, et le finestre riceveranno venti mal sani, guazze moleste, o Soli importuni, o per il contrario se saranno tanto strette che ne induchino troppa oscurità odiosa: se non haranno havuto riguardo à gli ossami de le mura: se le entrate saranno da cosa alcuna impedite: se mostreranno cose brutte, et sporche, et simili altre cose, le quali ne passati libri esplicammo. Ma i difetti che inanzi à tutti gli altri bisogna havere in odio per conto de li adornamenti, sien questi: Come se nelle opere de la natura si vedesse per aventura cosa alcuna posta al contrario, o arrovescio, o manca, o troppa, o se per conto alcuno ella havesse mala forma. Percioche se questo è imputato a mancamento nelle cose de la natura, et è tenuta per cosa monstruosa; che si dirà egli d’uno Architettore che si sia servito de le parti de le cose inconvenientemente? et se le parti che si usano intorno alle forme, sono linee, angoli, estensioni, et simili. Dicono adunque bene coloro, i quali affermano che e’ non si trova difetto alcuno di contrafatto, più brutto, ne più detestabile che il mescolare insieme o angoli, o linee, o superficie che non sieno et di numero, et di grandezza, et di sito simili l’un a l’altra uguali, et congiunte insieme con diligentia, et accuratezza grandissima. Et chi sarà quello che non biasimi grandemente colui che dove e’ non sia stato forzato da alcuna necessità, habbi tirato mura in quà, et in là simili a un lombrico senza ordine alcuno, et inconsideratamente, et alcune più lunghe, et alcune più corte con angoli disuguali, et con congiugnimento senza forma che buona sia, et le medesime cose massimo, o in una pianta, che da l’un lato sia troppo ottusa, et da l’altro troppo appuntata, con regola confusa, con ordine tramutato, et con consiglio non preveduto, ne esaminato. Sarà ancora difetto haver tirato


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