Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/312

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290 della pittura

ha a disputare se essa vista si quieta, come ei dicono, in essa giuntura del nervo interiore, o se pure si figurino le imagini in essa superficie de lo occhio quasi come in uno specchio animato. Ma non si devon in questo luogo raccontare tutti gli officii de gli occhi quanto al vedere. Conciosia che sarà a bastanza mettere in questi commentarii brevemente quelle cose che ci parranno necessarie. Consistendo adunque il principale angolo visivo nello occhio ei se ne è cavata questa regola, cioè che quanto lo angolo sarà nello occhio, più acuto, tanto ci parrà minore la quantità veduta. La onde si vede manifesto, perche cagione avenga che da un lungo intervallo, pare che la quantità veduta si assottigli, quasi che ella venga ad un punto. Ma ancor che le cose sieno in questa maniera, avviene nondimeno in alcune superficie, che quanto più si avvicina loro lo occhio di chi le riguarda, tanto gli paiono minori: Et quanto più lo occhio si discosta da esse, tanto più li par maggiore quella parte de la superficie: il che si vede manifesto nelle superficie sferiche. Le quantità adunque mediante lo intervallo paiono alcuna volta o maggiori o minori a chi le riguarda. De la qual cosa chi saprà bene la ragione, non dubiterà punto, che i raggi mezzani alcuna volta diventano gli ultimi, et gli ultimi, mutato lo intervallo, diventano mezzani. Et perciò harà da sapere che quando i raggi mezzani saranno diventati ultimi, subito le quantità gli parranno minori: Et per il contrario quando i raggi ultimi si raccorranno entro al d’intorno; quanto più ei saranno lontani dal d’intorno, tanto apparirà essa quantità maggiore. Qui adunque soglio io a miei amici domestici dare una regola, che quanti più raggi noi occupiamo con la veduta, tanto doviamo pensare che sia maggiore la quantità veduta, et quanti ne occupiamo manco, tanto minore. Ultimamente questi raggi ultimi abbracciando a parte a parte universalmente tutto il d’intorno di una superficie, girano a torno a torno quasi come una fossa, tutta essa superficie. La onde ei dicono che la veduta si fa mediante una piramide di raggi. Bisogna adunque dire che cosa sia la piramide. La piramide è una figura di corpo lunga, da la basa de la quale tutte le linee diritte tirate allo in su terminano in una punta. La basa de la piramide è la superficie veduta, i lati de la piramide sono essi raggi visivi, quali noi chiamiamo gli ultimi. La punta de la piramide si ferma quivi entro allo occhio, dove gli angoli de la quantità si congiungono insieme. Et questo basti de raggi ultimi, de quali si fa la piramide, mediante la quale si vede per ogni ragione, che egli importa grandemente quali et chenti intervalli siano fra lo occhio et la superficie. Restaci a trattare de raggi mezzani. Sono i raggi mezzani quella moltitudine di raggi, la quale accerchiata da raggi ultimi si truova esser dentro alla piramide. Et questi raggi fanno quel, che si dice che fa il Camaleonte, et simili fiere sbigottite per paura, che sogliono pigliare i colori de le cose più vicine a loro, per non esser ritrovate da Cacciatori. Questo è quel che fanno i raggi mezzani. Imperoche dal toccamento loro de la superficie fino alla punta de la piramide, trovata per tutto questo tratto la varietà de colori et de lumi, se ne macchiano talmente, che in qualunque luogo che tu gli tagliassi, sporgerebbon di loro in quel medesimo luogo quel lume stesso, et quel medesimo colore, di che si sono inzuppati. Et questi raggi mezzani per il fatto stesso primieramente si è veduto che per lungo intervallo mancano, et causano la vista più debole; ultimamente poi si è trovata la ragione perche questo avenga. Conciosia che questi stessi, et tutti gli altri raggi visivi, essendo ripieni et gravi di lumi et di colori, trapassando per la aria, essendo ancor ella ripiena di qualche grossezza, avviene che per la molta parte del peso, mentre che essi scorrono per la aria, sieno tirati come stracchi allo in giu. Et però dicono bene, che quanto la distanzia è maggiore, tanto la superficie pare più scura, et più offuscata. Restaci a trattare del raggio centrico. Noi chiamiamo raggio centrico quello, che solo ferisce la quantità


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