Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/322

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3oo della pittura

alla Pittura: onde io ardirò di dire che tutto quel che è di ornamento nelle cose, sia cavato da la Pittura. Ma principalmente fu da gli antichi honorata la Pittura di questo honore, che essendo stati chiamati quasi la maggior parte de gli altri artefici, Fabri appresso de latini, il Pittor solo non fu annoverato infra i Fabbri. Le quali cose essendo cosi, io son solito di dire infra gli amici miei che lo inventore de la Pittura fu, secondo la sententia de Poeti, quel Narciso che si convertì in fiore. Percioche essendo la Pittura il fiore di tutte le arti, ben parrà che tutta la favola di Narciso sia benissimo accommodata ad essa cosa. Imperoche, che altra cosa è il dipingere, che abbracciare et pigliare con la arte quella superficie del fonte? Pensava Quintiliano che i Pittori antichi fussero soliti a disegnare le ombre, secondo che il Sole le porgeva, et che poi l’arte sia di mano in mano con aggiugnimenti accresciuta. Sono alcuni che raccontano che un certo Filocle Egittio, et un Cleante, ne so io quale, fossino i primi inventori di questa arte. Gli Egittii affermano che appresso di loro era stata in uso la Pittura sei milla anni prima che ella fusse transportata in Grecia, et i nostri dicono che ella venne di Grecia in Italia dopo che Marcello hebbe le vittorie di Sicilia. Ma non importa molto il sapere i primi Pittori, o gli inventori de la Pittura. Conciosia che noi non vogliamo raccontare la historia de la Pittura come Plinio, ma nuovamente trattare de la arte. De la quale sino a questa età non ce ne è memoria alcuna lasciataci che io habbi vista da gli scrittori antichi: Ancor che ei dicono che Eufranore Hischimio scrisse non so che de le misure et de colori: Et che Antigono et Xenocrate scrissono alcune cose de le Pitture, et che Apelle ancora messe de la Pittura alcune cose insieme, et le mandò a Perseo. Racconta Laertio Diogene che Demetrio Filosofo ancora scrisse alcuni commenti de la Pittura. Oltra di questo io stimo ancora che essendo da nostri passati state messe in scritto tutte le buone arti, che la Pittura ancora non fusse stata lasciata in dietro da nostri scrittori Italiani. Imperoche furono in Italia antichissimi gli Etrusci, valorosissimi più di tutti gli altri nella arte de la Pittura. Crede Trismegisto antichissimo scrittore che la Pittura et la Scoltura nascessero insieme con la religione, imperoche egli disse cosi ad Asclepio: La humanità ricordevole de la natura et dell’origine sua, figurò gli Dii da la similitudine del volto suo. Et chi sia quello che nieghi, che la Pittura non si sia attribuita a se stessa in tutte le cose, cosi publiche, come private, cosi secolari, come religiose, tutte le più honorate parti? tal che non troverò artificio alcuno appresso de mortali che da ciascuno ne sia fatto conto maggiore. Raccontanfi pregi quasi incredibili de le tavole dipinte. Aristide Thebano vendè una Pittura sola, cento talenti, cioè, sessanta mila fiorini. Raccontano che la tavola di Protogene fu cagione che Rodi non fusse abbruciato dal Re Demetrio, perche non voleva che detta tavola ardesse. Possiamo adunque affermare, che Rodi fu riscattato da li inimici per una sola Pittura. Sonsi messe insieme, oltre a queste, molte altre cose simili, per le quali potrai comodamente intendere, che i buoni Pittori sono stati sempre grandemente lodati, et havuti in pregio da ciascuno, talche i nobilissimi, et prestantissimi Cittadini, et i Filosofi, et i Re si son dilettati non solo de le cose dipinte, ma del dipignere ancora. Lucio Manilio Cittadino Romano, et Fabio in Roma huomo nobilissimo furno Pittori. Turpilio Cavaliere Romano dipinse in Verona. Sitedio Pretore, et Proconsule si acquistò nome con il dipignere. Pacuvio Poeta Tragico, nipote di Ennio Poeta, nato de la figliuola, dipinse nella piazza, Hercole. Socrate, Platone, Metrodoro, et Pirro Filosofi, furono eccellenti nella Pittura. Nerone, Valentiniano, et Alessandro Severo Imperatori, furono studiosissimi del dipignere. Saria cosa lunga raccontare quanti Principi, et quanti Re sono stati inclinati a questa nobilissima arte. Et non è ancora ragionevole stare a raccontare tutta la infinita moltitudine de Pittori antichi, la quale quanto sia stata grande, si può vedere da questo; che in manco di quat-


tro-