Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/325

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libro secondo. 303

in quella disotto il mento, et tutte le altre cose cosi fatte, disposte a loro luoghi: potrai medesimamente collocarle benissimo su la tua tavola o nel muro scompartiti ancor essi con una rete uguale a quella. Ultimamente questa rete o velo porge grandissima comodità et aiuto a dar perfezione alla Pittura; percioche tu vedrai essa cosa rilevata et gonfiata disegnata, et dipinta in quella pianura de la rete. Mediante le quali cose, possiamo facilmente et per il giuditio et per la esperientia conoscere, quanta utilità ne presti essa rete, a bene et perfettamente dipignere. Ne mi piacciono coloro che dicono che ei non è bene che i Pittori si assuefaccino a queste cose, le quali se bene arecano grandissimo aiuto al dipignere, sono nondimeno tali, che senza esse, un Pittore a gran pena potrà mai far da se stesso cosa alcuna. Conciosia che noi non ricerchiamo che il Pittore, se io non mi inganno, habbi a durare una fatica infinita; ma lodiamo quella Pittura che ha gran rilievo, et che ci paia molto simile a corpi che ella ha a rapresentare. La qual cosa certamente non so io vedere in che modo possa riuscire ad alcuno pur mediocremente senza lo aiuto de la rete. Servinsi adunque di questo taglio, cioè di questa rete coloro che li arrancano di far profitto. Che se pure saranno alcuni che senza rete si dilettin di sperimentare lo ingegno, procaccinsi con la vista questa stessa regola de le maglie, tal che sempre quivi si imaginino esser tagliata una linea a traverso, da una altra fatta a piombo, la dove essi statuiranno il termine guardato nella Pittura. Ma perche il più de le volte a Pittori non pratichi appariscon dubii et incerti i d’intorni de le superficie: come interviene ne volti, ne quali non discernono tal volta in qual luogo principalmente sieno terminate le tempie da la fronte, perciò bisogna insegnar loro, in che modo e’ possino imparare a conoscere questa cosa. La natura veramente ce lo insegna benissimo. Percioche, si come noi veggiamo nelle superficie piane, che son belle quando elle hanno i loro propri lumi et le loro proprie ombre, cosi nelle superficie sferiche et concave ci pare che elle stieno bene quando che elle quasi divise in più superficie hanno diverse macchie di ombre et di lumi. Tutte le parti adunque ciascuna da per se che hanno differenti lumi et differenti ombre, si hanno a considerare come altretante superficie, che se una veduta superficie continoverà da la sua ombra mancando a poco a poco sino al suo maggior lume, si debbe allhora segnare con una linea il mezo che è infra l’uno spatio et l’altro, accio che si habbi manco dubbio de la regola che tu harai a tenere nel colorire lo spatio. Restaci a trattare ancora qualche cosa del disegno, il che si aspetta non poco veramente al componimento: però è ben sapere, che cosa sia il componimento nella Pittura. Et veramente il componimento quel modo o regola nel dipignere, mediante la quale tutte le parti si compongono insieme nell’opera de la Pittura. Grandissima opera del Pittore è la historia: le parti de la historia sono i corpi: le parti del corpo sono le membra: le parti de le membra, sono le superficie. Et essendo il disegno, quella regola o modo del dipignere, mediante il quale disegnano i d’intorni a ciascuna de le superficie, et de le superficie essendone alcune piccole, come quelle de gli animali, et alcune grandissime come quelle de colossi et de gli edificii; del disegnare le superficie piccole, bastino quegli ammaestramenti che si son detti sino a qui. Conciosia che ei si è dimostro come elle si disegnano bene con la rete. Ma nel disegnare le superficie maggiori ci bisogna trovare altra regola. Per il che ci bisogna ridurre alla memoria tutte quelle cose che si sono insegnate di sopra de le superficie, de razzi, de la piramide, del taglio. Finalmente tu ti ricordi di quel che io dissi de le linee parallele, de lo spazo o pavimento, et del punto centrico, et de la linea. Sopra del pavimento adunque disegnato con le linee parallele, si hanno a rizzare le alie de muri, et qual altre cose simili si vogliano, che noi chiamiamo superficie ritte. Dirò adunque brevemente quel che io fo nel rizzare queste cose. La prima cosa io mi incomincio da essi


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