Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/326

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304 della pittura

fondamenti, et disegno del pavimento la larghezza et la lunghezza de le mura; nel disegnare la qual cosa io ho imparato da la natura, che da una veduta sola non si può vedere più che due superficie congiunte insieme ritte dal piano di qual si voglia corpo quadrato fatto ad angoli a squadra. Nel disegnare adunque i fondamenti de le mura, io osservo quello di tirare solamente quelle faccie o lati, che mi si apresentano alla veduta. Et la prima cosa io comincio da le superficie che mi sono più vicine, et da quelle massimo che sono parimente lontane dal taglio. Per tanto io disegno queste inanzi alle altre, et delibero medianre esse linee parallele disegnate nel pavimento, quanto io voglio che esse mura sieno lunghe et larghe. Imperoche io piglio tante parallele quanto io voglio che elle siano braccia, et piglio il mezo de le parallele da la scambievole intersegatione di ciascun diametro di esse parallele. Si che per questa misura de le parallele, io disegno benissimo: la larghezza et la lunghezza di esse mura che si rilevano di sul piano. Di poi conseguisco da questo non difficilmente ancora la altezza de le superficie. Imperoche quella misura che è infra la linea centrica et quel luogo del pavimento donde incomincia a rilevarsi la quantità de lo edificio, tutta quella quantità osserverà la medesima misura. Et se tu vorrai che cotesta quantità che è dal pavimento alla cima, sia per quattro tante quanto la lunghezza del huomo dipinto, et la linea centrica sarà posta alla altezza de l’huomo, saranno veramente allhora da la più bassa parte de la quantità insino alla linea centrica tre braccia. Ma tu che vuoi che questa quantità cresca sino alle dodici braccia, tira allo in su per tre volte quella quantità che è dal da basso sino alla linea centrica. Possiamo adunque mediante le regole addotte del dipignere, disegnare bene tutte le superficie angolari Fig. 5. Restaci a trattare del disegnare con i loro d’intorni le superficie circulari. Le superficie in cerchio veramente si cavano da le angolari, il che io fo in questo modo. Io disegno dentro ad un quadrangolo di lati uguali, et di angoli a squadra un cerchio, et divido i lati di questo Quadrangolo in altretante parti, in quante fu divisa la linea di sotto del quadrangolo in la Pittura, et tirando le linee de le divisioni da ciascuno punto di esse all’altro a lui opposto, riempio quello spatio di piccoli quadrangoli, et sopra vi disegno un cerchio quanto io lo voglio grande, di maniera che esso, cerchio et le parallele scambievolmente si interseghino insieme, et noto i luoghi di tutti i punti de le intersegationi, i quai luoghi segno ancora in esse parallele del pavimento disegnato in Pittura, o Proepettiva. Ma perche sarebbe una fatica estrema intersegare con spessissime, et quasi infinite parallele tutto il cerchio, sino a tanto, che con un numeroso segnamento di punti si continoverebbe il d’intorno del cerchio: Et però io noto solo con otto, o con quante più mi piaceranno intersegationi, et dipoi tiro mediante lo ingegno la circunferentia o ambito del cerchio alli già segnati termini. Forse sarebbe strada più breve, disegnar questo d’intorno all’ombra di lucerna, pur che il corpo, che causasse l’ombra, ricevesse il lume con regola certa, et fusse posto al suo luogo. Fig. 6. Si che noi habbiam detto, come mediante gli aiuti de le parallele si disegnino le superficie maggiori angolari, et circolari. Finito di trattare adunque di ogni sorte di disegno, ci resta a trattare del componimento. E veramente il componimento quella regola del dipignere, mediante la quale le parti si compongono insieme nel lavoro de la Pittura. La maggior opera che faccia il Pittore, non è una statua grande quanto un colosso; ma è una historia. Conciosia che si truova maggior lode d’ingegno in una historia, che in un Colosso. Le parti de la historia sono i corpi, le parti de corpi sono le membra, et le parti de le membra sono le superficie, perche di queste si fanno le membra, de le membra i corpi, de corpi la historia, de la quale si fa quella ultima, veramente et perfettamente fina opera del Pittore. Dal componimento de le superficie, ne nasce quella leggiadria et


quel-