Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/350

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328 della statua.

fatto, sarà allhora eccellente, quando da un piombo di un certo centro posto nel mezo, si noteranno et segneranno tutte le lontananze, et tutte le estremità di tutte le linee, sino alli ultimi termini del detto corpo. Infra la misura adunque detta di sopra, et questo porre de termini, ci è questa differentia: che la misura va dietro: et ci da et piglia certe cose più comuni et universali, le quali sono più fermamente et con più stabilità insite da la natura ne corpi: come sono le lunghezze, le grossezze, et le larghezze de le membra: et il por de termini ci da le momentanee varietà de le membra causate da le nuove attitudini, et movimenti de le parti, et ce le insegna porre et collocare. Per sapere adunque far questa cosa bene, habbiamo bisogno di uno instrumento, il quale sttrumento è di tre parti, o membra; cioè che egli è fatto di uno Orizonte , di una linda, et di un piombo. Fig. 2. Lo Orizonte è un piano disegnatovi sopra un cerchio diviso in parti uguali, et contrasegnatele con i loro numeri: La linda è un regolo diritto, che con una de le sue teste sta fermo nel centro del detto cerchio, et l’altra si gira intorno a voglia tua, talmente che ella si può transferire a ciascuna de le divisioni fatte nel cerchio: Il piombo è un filo , o una linea diritta che cade a squadra da la cima de la linda fino in terra, o su il pavimento, sopra il quale posa la statua, o vero figura, nella quale si hanno a determinare, et a porre i termini de le membra, et de le linee già dette. Et questo instrumento si fa in questo modo: Pigliasi una tavola piana ben piallata et pulita, et in quella si tira un cerchio, il diametro del quale sia tre piedi, et la circunferentia di detto cerchio, nella sua estremità, si divida in parte uguali, simili a quelle, che gli Astrologi disegnano ne gli Astrolabii: le quali parti io chiamo gradi; Et ciascuno di questi gradi ridivido di nuovo in quante altre parti io voglio, come per esempio sia che ciascuno si ridivida in 6. parti minori, le quali io chiamo minuti; et a tutti i gradi aggiungo i loro numeri, cioè 1. 2. 3. et 4., et gli altri per ordine, sino a tanto che io harò posti i loro numeri a tutti i gradi. Questo cerchio cosi fatto, et ordinato, si chiama Orizonte. Et a questo cerchio accomodo la linda mobile, la quale si fa in questo modo: Io piglio un regoletto sottile et diritto, lungo tre piedi del suo genere, et con una de le sue teste lo fermo con un perno al centro del suo Orizonte o cerchio, talmente che egli vi stia saldo; in modo pure che egli si possa girare, et con l’altra testa arriverà fuori del cerchio, talmente che liberamente si possa transferire et trasportare allo intorno. In questa linda disegno io con i punti quelle once che vi cappiono, simili a quelle del modine, che di sopra si dissono. Et queste once ancora ridivido di nuovo in parti minori pur uguali, come si fece nel modine, et incominciandomi dal centro aggiungo alle once i loro numeri, 1. 2. 3. et 4. A questa linda attacco io un filo sottile con un piombinetto: Et tutto questo instrumento fatto de lo Orizonte, de la linda, et del piombo, io lo chiamo il diffinitore; et è tale quale io l’ho descritto. Di questo diffinitore mi servo io in questo modo. Dicasi che il vivo, o il modello, dal quale io vorrò pigliare le determinationi, sia una statua di Fidia, la quale a canto ad una carretta raffreni con la man sinistra un cavallo. Io pongo il diffinitore in cima, sopra il capo de la detta statua , in maniera che egli stia per ogni verso a piano dal suo centro, posto in cima de la statua dove io lo fermo con un perno: et noto, et avvertisco il punto, sopra del quale sta in testa di detta statua, fermo il centro del cerchio, et lo segno mettendovi uno ago, o un perno. Dipoi dal determinato luogo nell’Orizonte, statuisco et pongo, con il voltare de lo instrumento, il già primo disegnato grado, tal che io lo verso dove egli sia volto. Il che si fa in questo modo. Io conduco questo regolo mobile, cioè la linda, alla quale è appiccato il filo, o piombo, là dove egli arrivi al primo grado de lo Orizonte, et quivi fermatolo, lo volto, o giro con tutto il cerchio dell’Orizonte, attorno sino a che il filo del piombo arrivi, o tocchi qualche principale parte di


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