Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/42

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20 della architettura

mettere innanzi nuove cose trovate da noi per vedere se gli si può acquistar pari, o maggiori lodi di loro. Ma di queste cose a lor luoghi più distintamente parleremo, quando noi andremo esaminando in che modo si debba collocare una Città, e le membra sue, et tutte quelle cose, che sono ad usarsi necessarie.


Delle Colonne, et delle Mura, et delle cose che alle Colonne si aspettano.

cap. x.


HOra ci resta a trattare sommariamente del disegno delle Mura. Ma io non vorrei ch’e’ si lasciasse in dietro in questo luogo, quel ch’io ho notato appresso de gli antichi; cioè ch’eglino grandemente si guardarono di non tirare nessuna ultima linea della pianta, talmente diritta, che lunghissima et sola non fusse intrapresa, o da alcuna concavità di linee torte, o da alcuno intersecamento di Angoli; et è manifestissimo che quei prudentisssmi huomini fecion questo, per fare che il muro quasi che aggiuntoli appoggi, a quali si accosti, divenisse più gagliardo. Nel trattare de modi delle mura si debbe cominciare dalle cose più degne. Questo luogo adunque ne avertisce, che noi doviamo trattare delle Colonne, et di quelle cose, che si aspettano a esse Colonne; conciosia che essi ordini di Colonne non sono altro, che un muro aperto, et fesso in più luoghi. Et giovandone di diffinire essa Colonna, non sarà fuor di proposito se io dirò che ella sia una certa ferma, et perpetua parte di muro, ritta a piombo, dal piano del terreno all’alto, atta a reggere le coperture. Oltra di questo in tutta l’arte dello edificare, non trovarai cosa alcuna, che quanto alla opera, alla spesa, et alla gradtia, tu la anteponga alle Colonne. Ma hanno esse Colonne un certo che in loro, mediante il quale, elle hanno una certa dissomiglianza. Noi in questo luogo non pretermetteremo la loro similitudine, perche si aspetta alla generalità: ma della dissomiglianza loro, appartenendosi alla specie, ne parleremo altrove al suo luogo; ma per cominciare come si dice da esse radici, a tutte le Colonne si fanno, et metton fotto i fondamenti; pareggiati i fondamenti al piano dello spazzo, usarono porvi sopra un muricciuolo, il quale noi chiamaremo zoccolo, altri forse lo chiameranno dado: sopra il zoccolo ponevano la basa, et sopra la basa la Colonna, et sopra la Colonna, il capitello: la proportione loro era che dal mezo in giu elle fussero alquanto più grossette, et dal mezo in su si andassero alquanto ristringendo, et che ella fusse ancora da piede, alquanto più grossa, che la più alta parte da capo. Et io mi penso che da principio la Colonna fusse trovata per sostenere le coperture. Dipoi gli ingegni de gli huomini, si come noi veggiamo, si eccitarono a cose degne; et si sforzarono che le cose, che loro mortali edificavano, rimanessero quasi eterne, et immortali; et per questo posero Colonne, et travi, et intavolature, et coperture tutte di Marmo. Et nel porre queste cose gli Architettori antichi, imitarono talmente la natura di esse cose, che e’ non vollono parere di essersi punto difcostati dall’uso commune degli edificii; et insieme posono ogni studio che le opere loro, fussino et atte, et stabili ad usarle, et gratiose alla vist. La natura certo ne porse le Colonne da principio di legno, et tonde; et dipoi nell’usarle è avenuto che elleno in alcuni luoghi si siano fatte quadre. La onde se io ne giudico bene, vedendosi nelle Colonne di legno certi anelli, et cerchi di Bronzo colato, O di ferro posti da piedi, et da capo, acciò che per il continovo peso, che elleno dovevano reggere, non si stendessero: Avenne che poi gli Architettori lasciarono nel piede delle Colonne di Marmo, un collarino a similitudine d’una fascetta: Onde aviene che per lei si difendono dalle gocciole, che risaltano. Et da capo ancora lasciarono una fasciuola piccola, et sopra vi posono un mazzocchio; Con i quali aiuti ella paresse loro una Colonna di legno afforzifi-

cata.