Pagina:Alberti - Della architettura della pittura e della statua, 1782.djvu/52

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30 della architettura

si fussero aumentate ricchezze bastanti a tanta principiata mngnificentia, che egli havesse gittata via tutta la spesa della futura opera, nel gittare i fondamenti del tempio? Oltre che egli è da considerare, et non infra l’ultime cose, non solamente quel che tu possa, ma quello ancora che ti si convenga. Io non lodo Rodope di Tracia quella celebrata Meretrice, et memoria de suoi tempi, che si facesse fare un sepolcro di spesa incredibile: Et se bene ella con il suo meretricio guadagno si avea procacciate ricchezze, regali, ella però non fu degna di sepolcro Regale. Ma per l’opposito, io non biasimo già Artemisia Regina di Caria, per haver fatto al suo carissimo, et degnissimo Consorte il suntuosissimo sepolcro. Ancora che io in queste cose, lodo certo la modestia. Oratio biasimava Mecenate che egli impazzasse nello edificare. Io veramente lodo colui, il quale secondo che dice Cornelio Tacito, fece il sepolcro ad Otone modesto, ma da durare gran tempo. Et se bene nelle private memorie si ricerca la modestia, et nelle publiche la magnificentia: Le publiche ancora sono alcuna volta lodate per essere modeste come le private. Noi lodiamo, et ci maravigliamo del Teatro di Pompeo, per la egregia grandezza, et dignità, della opera. Edificio degno veramente di Pompeo, et di Roma Vittoriosa. Ma la pazzia dello edificare di Nerone, et la furia di recare a fine le opere smisurate, non è lodata da ognuno. Oltra questo chi non harebbe voluto che colui, che con tante migliaia di huomini forò il Monte appresso a Pozzuolo, havesse durata tanta fatica, et consumato tanta spesa, in qualche altra opera più utile? Chi non biasimerà la prodigiosa pazzia di Eliogabalo? egli haveva pensato di piantare una grandissima Colonna, per entro della quale si salisse sopra la cima, acciò vi si ponesse sopra lo Dio Eliogabalo, al quale ei si era ordinato di adorare. Ma non havendo trovato Pietra si grande, fattone cercare insino in Tebaide, si tolse dalla impresa. Debbesi aggiugnere ancora a queste cose che e’ non si debbe incominciare cosa alcuna, se bene per altro ella è degna, et utile, ne però al tutto difficile al farsi, aiutandola le facultadi, et le opportunità de tempi, che ella sia tale, che in breve debba mancare, o per negligentia di chi succede, o per tedio delli habitatori. Io biasimo il fosso, che haveva fatto Nerone navigabile dalle Cinqueremi, dallo Averno insino ad Hostia, si per altre cagioni, si ancora perche a mantenerlo, pareva che desiderasse perpetua, et eterna felicità dello Imperio, et de Principi di tal cosa continuamente studiosissimi. Le quali cose poi che cosi sono, si debbe haver consideratione a quelle che noi di sopra habbiamo racconte, cioè che cosa sia quella, che tu voglia fare, in che luogo tu la vuoi fare, et chi tu sia che la faccia: et l’ordinare il tutto secondo il merito, et l’uso della cosa, farà certo cosa da huomo considerato, et di buono consiglio.


Che considerato diligentemente da ciascuna delle parti de Modegli, tutto l’ordine della edificio; si debbe chiedere sopra di ciò consiglio, a gli huomini intelligenti, et savi, et inanzi che e’ si cominci a murare, non solamente sarà bene sapere donde hanno da uscire i danari per la spesa, ma bisogna molto inanzi haver proveduto tutte le cose necessarie per dar fine ad una tale opera.

cap. iii.


NOtate, et avertite queste cose, si debbe andare guardando l’altre intorno, se ciascuna è finita perfettamente, et a luoghi suoi commodamente distribuita. Il che accioche ti riesca, è di bisogno che tu ti prepari in modo che nel rivedere qualunque di queste cose, tu ti persuada di havere per cosa brutta, se tu non conseguiterai il più che tu puoi, che e’ non si possa in nessuno altro luogo risguardare più di voglia, ò maggiormente lodare nessuna altra ope-

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