Pagina:Albini - Le nostre fanciulle.djvu/125

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
Serenità 83


Sì, quell’anima buona dell’amica mia, che il tenace lavoro e il sereno coraggio riportarono al benessere, m’insegnò anche di quale aiuto sia l’educazione per sopportare con energia, con serenità, con dignità una posizione che parrebbe disprezzante e degradante!

«Non pensate continuamente a voi, e voi non sarete mai solo al mondo» dice il Lubbock.

«Non pensate a voi». Come dirlo a certe poseuses del dolore? Anche felici avrebbero sempre trovato modo di lagnarsi: colpite da un disinganno se ne fanno una voluttà, portano intorno per tutta la vita il loro malinconico, pallido sorriso che attira sempre l’interesse di qualcuno: dei nuovi conoscenti quando i vecchi ne sono stanchi.

Io penso sempre quale pesante catena esse trascinano; io ho l’impressione di veder dei ciechi che brancolano nel buio. Oh aprir loro gli occhi, mostrar loro tutta questa bella natura, queste cime azzurre; portarle sulla spiaggia, là davanti al sonante mare! Quale anima resiste davanti alla bellezza gioconda della natura? come non rizzarsi con un grido di gioia

Serenità 83