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Le signorine e il loro servizio sociale 147

tutte prese da una vita frivola che le lascia scontente.

Questa loro posizione di aspettatrici è infatti, non sappiamo se più ridicola o dolorosa. Le migliori energie si sfibrano; le attitudini e le facoltà buone si esauriscono in una vita senza scopo.

Tra l’approvazione simpatica delle donne svizzere la signora Hilficher propose dunque che, come i giovani sono chiamati al servizio militare, il quale, ella disse «educa soprattutto quelli della classe agiata a sane discipline sociali mettendoli in stretti rapporti con cittadini d’altre classi, economicamente e socialmente inferiori», così «le fanciulle fra i diciotto e i vent’anni debbano essere obbligate almeno per un anno a un servizio sociale, cioè in opere filantropiche, in cura dei malati, assistenza ai poveri, in scuole di bambini, in amministrazioni di istituti di beneficenza, secondo le attitudini».

«Non sarebbe bene, dice la signora Hilficher, che lo Stato approfittasse di queste forze non utilizzate, per l’adempimento dei tanti obblighi che per alto costo di mano d’opera non

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