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208 Il nostro salario

d’affetto e di fedeltà dateci in molte occasioni, sono cose passate che non si calcolano più: l’abbiamo pagata.

E le nostre parole non devono offendere. Ma vi pare?! mancherebbe altro che si dovesse subire per un giorno intero un viso rannuvolato, delle labbra increspate con amarezza. La dignità, la suscettibilità, gli scoramenti, le malinconie sono il nostro privilegio, perchè noi siamo le padrone.

Le padrone! Che cosa vuol dire? Pensiamoci un poco. La schiavitù non esiste più, dunque non si può più dire che chi ci serve ci appartiene; è cosa nostra. Vuol dire soltanto che paghiamo un salario perchè ci si serva (signorine mie, quale delle due funzioni è più dipendente: il servizio o il dover aspettare di essere serviti? Quale più umiliante per la dignità umana?).

Dunque siamo padrone. Vuol proprio dire che abbiamo soltanto dei diritti e non dei doveri? Lasciamo da parte i doveri di bontà verso le persone che ci servono; non è questione di gentilezza d’animo da parte nostra, è questione di giustizia. Parliamo di altri doveri.

208 Il nostro salario