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Le donne dannose e le inutili 49

i poveri operai che vanno a lavorare nella Svizzera, in Germania o nel Belgio.

Un muratore incontrato sul lago di Ginevra, mi diceva: «Creda, signora, noi ci siamo già molto educati da dieci anni a questa parte. Prima, scusi, ci conoscevano subito dall’odore; quei nostri abiti di fustagno, tagliati giù senza forma, erano come la livrea della miseria; senza cravatta, colle mani incrostate di sudiciume anche la domenica, non era possibile non riconoscerci. La gente si fermava a guardarci quando si mangiava nelle osterie tenute da italiani, nei cantieri su dei tavoli senza tovaglie.

— Non si asciugano neppur la bocca dopo aver mangiato dicevano. — Guardate, guardate! s’è asciugato i baffi con la lingua! — Cose, signora, che a pensarle ora ci si sente morir di vergogna».

Infatti, non v’è contadino, Don v’è operaio che nella Svizzera non distenda una tovaglia sulla sua tavola, e una tovaglia a disegni colorati, rossi e bleu, che dà un’aria gaia alla stanza ed è economica, perchè non lascia veder troppo le macchie. I più poveri mettono, se non al-

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