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Le donne dannose e le inutili 55

che anche nei laboratori delle Industrie femminili da esse creati in piccoli paesi per lavori di ricamo o di trine, non si lasciano mai tentare a portarvi innovazioni. Si tengono alle semplicissime tecniche, ai primitivi disegni a cui si sono esercitate le mani delle nonne.

Solo quando avremo creato scuole professionali che rispondano veramente al programma di dare a ognuno un’arte o una professione, vedremo sparire quel pietoso stuolo di donne inutili a sè e agli altri, che si logorano in una vana attesa, e di quelle altre che sfogano il loro bisogno di lavoro ed anche un certo talento artistico, nel farsi i vestiti, ingolfandosi nei debiti. Esse lavoreranno a produrre qualche cosa di veramente proficuo e nella quiete della loro casa, accanto ai loro figli, proveranno la grande soddisfazione di essere collaboratrici del loro compagno per il bene della loro nidiata.

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