Pagina:Albini - Voci di campanili.djvu/42

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santa maria delle grazie 39

doveva essere quell’invasione straniera per il nostro paese.

La duchessa di Savoia e la marchesa di Monferrato, in ricchi abiti, ornate de’ loro più preziosi gioielli, gli s’inchinano offerendo con iperbolica cortesia tutto ciò che possiedono: le guarda, sono brutte ed egli le spoglia de’ loro gioielli, che impegna.

Lodovico Sforza gli manda incontro le più allegre fanciulle milanesi; egli le guarda, sono belle e se le prende, simbolo dell’infamia che lo Sforza commetteva offerendogli l’Italia, dandogli in balìa, vergognosamente, la libertà del suo paese. Sfinito dalle orgie, piagato da malattia schifosa, Carlo VIII, ancora alle porte d’Italia, vorrebbe rivarcarle per tornarsene in patria, ed è Lodovico che lo sprona a proseguire nella gloriosa impresa di portar intorno per l’Italia il veleno del suo sangue e l’orrore de’ suoi saccheggi e delle sue stragi.

La notte prima di fuggire in Germania, quando già ha fatto partire i suoi bambini, e, salutati i famigliari, ha dato tutti i suoi ordini, lo Sforza, non più illuso sull’errore commesso, tradito e punito, venne per l’ultima volta nella chiesa delle Grazie a salutare la tomba di sua moglie presso