Pagina:Alcune lettere delle cose del Giappone. Dell'anno 1579. insino al 1581, 1584.djvu/152

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I/o lettera Trencipe che adejfigouerm, Infoiando l’infegna di Bornio, ikrveftendofi come laico • Sin’adeffo mofira batter grande intelligenza nelle cofe della fede, i? non perde mejfa, ne predica li giorni di fetta <£r domeniche ancora che habitilontano,& fia huomo di fettunta anni: T^on parla d’altro che delia grafia che Dio Signor ’Hpjìro gli ha fatta con illuminarlo, & dargli -vita fina quefio tempo. La fua conuerfione ha dato grande admiratione a tutti li gentili <&T Bonzi di quefio regno, erettano tutti eonl’ale molto buffe, <£T per qualche tempo non fi parlaua d’altro, & dicemno che era impofìibile che la legge di Dio non fujfe qualche gran cofa, poiché perfine filmili Vabbracciauano, Infilando quelle del Giappone. Sta quefia caft di Vfuqui circondata di molte terre, nelle quali già fino molti Chriftianì ma molto più è il numero de gentili i quali fanno afpenando che arriuiilluo tempo che frvada loro a predicare, perciò che come quefli fianno più apprejfo di Kg hanno molto manco difficultà nel battezz ar fi > ma tanto per mancamento de predicatori, quanto per i tumulti delle guerre del regno non fi può dar aiuto a tanti. Quattro leghe lontano da. Vfuqui è la réfidenz* di Kficcà, douefiavn Vadre con’m fratello Giappone fi & due altri giomni ancora Giapponefi,quali fi bene non fino fratelli della Compagnia, feruono però nella Chiefa fperando e fere riceuuti. ~Hauerà quetta refidenza fra tre leghe all’intorno circa quindici milia anime, tre milia delle quali fino