Pagina:Alcune lettere delle cose del Giappone. Dell'anno 1579. insino al 1581, 1584.djvu/41

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DEL GIAPPONE. „ Et V*Vtonque come difperati refifie/Jero alquanto ‘magando molti nemici, tuttauia poco poterono dwarè. Furonovccìfi li principali, erotto efracafJato l efercito-, procurando eia fimo di quei, cb‘erano nma/hviui, falmrfi al meglio che polena Mcunidiquefti che fuggmanoverfo dotte /lattaliRe Vecchio, eh era più d’vna giornata, li diedero nona, che tutto l esercito era rouinato,rotto, efracafjato<£r i nemici veniuano con granfretta feguendo lavit tona: e non[ariano tardati molto d gwngere qniui l™£TZ ^f t P mi H’e< l umo prima. Fùtanto il timore & confusione cagionato da que/le mone per Bungo traifeguaci del Re:che quantùnque il padre Fracefco Cauralfacejje tutto il pofiihile, confidando il Re, che non fi partijfefi prefio, ne tanto mfretta j ma che afpettaffe quitti, per poter radunare, & r accorr e le reliquie dell’efercito che fugiua: tanto più che’lluoco oue eglifiaua era forte, ir i nemici non poteuano venir fi preflo, come fi diceva: ne meno forfè fanano fiati tanti i morti nell’eftr cito; peraoche in cofe Cimili è fempre marnarla fama, di quel che è la cofa infe. Con quefie ir altre ragioni il Tadre àpena potè pervadere al Re, rìntrfn; ma m ° lt ° P° co durò in tal deter minaUone,(dalla quale, moralmente parlando, dipenoTrch fr nfiaUr r atWne, ddla f Ua & ente ’ * ^egm) tZt/r° n 0 ^ grdn d e k crida, e richiami dYfuoi -, e tanto l terrore, che gli metteuano, ch’ai fine Ci lafrettZrhZ»* l ° r0 * ® C ° n la ma SS ior confufione e fretta che poterono, fi pofero d marciare vjerfo C 4 uunvo