Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/155

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alle foglie cotiledonari. Le foglie, aggiunge poi, variano all’infinito di grandezza, figura, posizione, consistenza, e più d’umore assorbiscono per di sotto, che non dalla superfìcie superiore. Passando a discorrere dei fiori ti insegna, altri di essi avere apparenza di foglie, altri di esilissimi filuzzi, quando essere di un sol pezzo con certe leggeri tacche e prominenze alla parte libera, quando di più pezzi, talvolta di un sol colore, tal altra di due o più.

Semplicissima essere la struttura dei fiori negli alberi, l’invoglio fiorale o rimanere sulla pianta, o crescere insieme col frutto, o cader prima che questo maturi: dal che si ritrae aver egli conosciuto il divario che ci corre tra i fiori superi, e gli inferi. Ch’egli poi fosse in sul punto di cogliere la vera significazione dell’ovario è manifesto per nostro credere da quanto asserisce di certi fiori, che allora soltanto danno frutto, quando abbiano nel mezzo un cotal bitorzolo carnoso, dove per contrario, se questo manchi, ovvero tu l’abbi levato a bello studio, rimansi sterile il fiore. Supremo fine della vegetazione essere la produzione del seme. Questo trovarsi dentro di una carne sugosa (polpa), o di un guscio secco, quando spicciolato, quando in copia. Talvolta mostrarsi il seme nudo affatto o vogliam dire senza integumento. Oltre il seme avere i vegetali altri modi assai di riproduzione. I venti,le acque, gli animali favorire la comparsa di certe piante in siti dove non erano state vedute per lo