Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/159

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scorrerla sottilmente sulla forza assorbente delle radici, o sulla natura del seme, là sul fenomeno misterioso della caprificazione, ovvero sulla fecondazione artifiziale del Dattilo; quando intorno alle analogie tra i vegetali e gli animali, che egli ravvisa frequenti e spiccate, come nei rispettivi caratteri generali, così nella organizzazione, nel modo di crescere, di nutrirsi, di riprodursi sì degli uni che degli altri. Se nonchè per spiegare i fenomeni della vita vegetativa, ligio alle teoriche del maestro, ricorre troppo spesso alla supposta simmetria e proporzione tra l’umido fondamentale, e il calor proprio di ciascun essere.

L’altra opera di Teofrasto intitolata delle Cagioni delle piante non è, come taluno si potrebbe forse immaginare un trattato di Fisiologia vegetale, ma piuttosto un manuale d’Agricoltura. Consta come dissi di sei libri. Anche di questi giovi ricordare le cose principali. Nel primo libro l’autore torna sull’argomento, già discusso nella sua Istoria, della moltiplicazione de’ vegetali, la quale si fa per semi, per generazione spontanea, per separazione di parti, o per bulbilli ascellari, che egli chiama lagrime. Or eccovi a che riesce a mio giudizio l’importanza delle sue opinioni. Sonovi dunque a suo dire vegetali che si propagano in più modi, e vegetali per contrario ai quali non è concesso che un modo solo di propagarsi. Il seme, così egli, ti dà imagine dell’uovo, dappoichè e l’uno e l’altro somministrano