Pagina:Alcuni discorsi sulla botanica.djvu/37

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stosi di glorie antiche. Verdeggia ancor la fronda degli italici allori, e ne mantengono e accrescon decoro perenne, sparsi qua e là per tutta la penisola, botanici studiosi ed insigni, stimoli a rincorarvi, modelli a imitare. E voi, giovani egregi, vi rivolgete a studj medici, pensate fare della medicina e della farmacia la vostra professione; ebbene vi ho detto, e vedrete a giusto tempo di per voi medesimi, di quanta utilità non solo, ma di quale bisogno vi sia la botanica: se cercate sussidj e ornamenti ad altre scienze, alle arti meccaniche ed amene, alla pittura, alle lettere, alla poesia; la botanica ne ha tesoro: se riposo alle cure; se pascolo sublime ai pensieri e agli affetti; la botanica ne è madre e fonte inesausta. — Amabile scienza è la nostra, e prodiga di sue grazie, e non avara di guiderdoni a chi le si accosti. Lassù nel tempio della gloria ha pur essa il suo trono raggiante di luce, ha corone da dispensare a’ suoi nobili alunni.