Pagina:Alcuni opuscoli filosofici.djvu/24

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ti dubbi pure intorno alla vista è necessario ritornare a piu sottile, e diligente contemplazione dell’organo della medesima vista. Per tanto considero, che essendo il lume potente a muovere le parti componenti que’ corpi, sopra à quali egli percuote, può conturbarli dalla lor primitiva costituzione, come si vede in esperienza, e per quello che io ho avvertito in altro discorso intorno al nero, al bianco, ed al lume. E perche questo movimento di parti si và facendo piu, o meno cospicuo, secondo che i lumi saranno piu, o meno vivaci, e secondo che i corpi, ne’ quali batte il lume saranno piu, o meno nobili, e fatti di costruzzione piu, o meno dilicata, di qui è che essendo la tunica retina dilicatissima, e nobilissima, qualsivoglia ancorche debolissimo lume, che la percuota, sarà potente a commover le sue parti, e trasferirle in diversa costituzione dalla sua prima, e naturale. In tal modo crederei, che essendosi sparsa sopra la tunica retina l’immagine di qualche oggetto, di necessità in varie parti della detta tunica venissero dispensati varij lumi di diversissime forze, cioe piu, o meno vividi, e per tanto si dovesse fare la conturbazione, e movimento delle sue parti in diversissimi modi. Tal conturbazione però non subito, & in instanti, ancorche sia rimosso l’oggetto di fuori, che ribatteva ’l lume nell’occhio può ritornare alla sua prima costituzione, ma spende qualche tempo nel restituirsi.

Dalle quali cose abbiamo una piu chiara conferma-