Pagina:Alfieri, Vittorio – Tragedie, Vol. III, 1947 – BEIC 1728689.djvu/301

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ATTO TERZO

SCENA PRIMA

Cesare, Antonio.

Anton. Cesare, sí; fra poco a te vien Bruto

in questo tempio stesso, ove a te piacque
gli arroganti suoi sensi udir pur dianzi,
e tollerarli. Il riudrai fra breve
da solo a sol, poiché tu il vuoi.
Cesare  Ten sono
tenuto assai: lieve non era impresa
il piegar Bruto ad abboccarsi or meco;
né ad altri mai, fuorché ad Antonio, darne
osato avrei lo incarco.
Anton.  Oh! quanto duolmi,
che a’ detti miei tu sordo ognor, ti ostini
in sopportar codesto Bruto! Il primo
de’ tuoi voler fia questo, a cui si arrenda
di mala voglia Antonio. In suon d’amico
pregar pur volli, e in nome tuo, colui,
che mortal tuo nemico a certa prova
esser conosco, e come tale abborro.
Cesare Odian Cesare molti: eppur, sol uno
nemico io conto, che di me sia degno:
e Bruto egli è.
Anton.  Quindi or, non Bruto solo,