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60 antonio e cleopatra


fosse pervenuto in Egitto, e questo non lo poteva rendere, che ad un personaggio di second’ordine; perché, se avesse raccontato il suo caso a Cleopatra, avrebbe sconcia la sua scena con lei; scena che non deve ammettere altro che passione dalla parte d’Antonio; ed infingardaggine da quella di Cleopatra. Del resto poi volli anche mostrarlo eroe prima di mostrarlo amante; altrimenti poi, Antonio avrebbe comparso piuttosto un debolissimo innamorato, che un celebre Romano, se venendo in scena subito avesse trovato Cleopatra, e con lei si fosse abbassato a’ rimproveri indegni di un tant’uomo: cosí nelle due prime scene avendo mostrato l’anima d’un eroe, resta poi piú scusabile nella terza, se si mostra anche meno di un uomo.

Questa terza scena nemmeno mi piace, e benché non sia cattiva, poteva essere assai meglio trattata. Antonio vi si mostra troppo credulo, e Cleopatra parla piuttosto con ferocitá, che con arte, o passione.

ATTO TERZO

Tutta l’atrocitá di Cleopatra compare nella prima scena; e la prima era necessarissima per intendere la seconda.

Non so se avrò riuscito di fare questa seconda scena differente da quella del second’atto, in cui si veggono Antonio, e Cleopatra per la prima volta; la situazione essendo quasi la stessa, difficilissimo si era, che la scena non si rassomigliasse alla precedente.

Un nuovo tradimento dalla parte di Cleopatra, ed un piú gran furore da quella di Antonio, sono, o devono essere il nervo di questa scena. Quello stile che passeggia da una mano all’altra, senza ferirsi nessuno, è cosa delicata assai, per la prossimitá, che il tragico, in queste occasioni, può facilmente aver con il comico; mi par però d’avere sfuggito da questo pericolo, colla risposta che faccio fare da Cleopatra allorché le vien dato il pugnale da Antonio. Cleopatra troppo conosciuta dai spettatori, perché alcuno possa crederla capace di uccidersi, o di lasciarsi uccidere in quelle circostanze, poteva facilmente movere alle risa parlando di morte; questa è l’arte della parola, e mi pare che non ci sia nella tragedia una parlata piú artifiziosa di questa; insomma ha salvato le risa, e forse forse ha tenuto in sospeso gli animi de’ spettatori.

La scena d’Augusto, e d’Antonio è bella, ma troppo lunga.