Pagina:Alfonso Varano - Opere scelte 1705-1788.djvu/180

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
158 visione

315Presso a quel bosco, ove già i detti sciolse
     L’amabil Donna, od arte fosse, o sorte,
     L’amena sponda il bel naviglio accolse;
318Ed essa allor ne’ voti suoi più forte:
     Tu, gridò, Spirto, che perpetua spiri
     Fra il Padre e il Figlio aura d’Amor consorte,
321Tu, che al pronubo Amor le Grazie ispiri,
     E in fronte a lui come Colomba siedi
     Nudrice de’ castissimi sospiri,
324Tu il mio, che innanzi a te misero vedi,
     Sposo conforta, e da lui quella togli
     Fede, che per gli estinti a lui non chiedi;
327Da puro sì, ma crudo amor lo sciogli,
     E fa, tu il puoi, che di sue dure pene
     La morte, no, ma tua pietà 1o spogli.
330Disse; e dall’alte vie del Ciel serene
     Mìrabil aura scese, atta le chiuse
     A penetrar dell’Uom midolle e vene,
333Che nel pensoso Amor mentre s’infuse
     Con vago attorcigliò vortice breve
     I capei sciolti in onda, e li confuse.
336L’acerbo lutto, e la tristezza greve
     Fuggì dovunque a fender l’aria giunse
     II volo trionfal del vento lieve.
339La nube dalla nave aurea disgiunse
     L’ombre squallenti, e in vapor molli tronca
     Al fiume, onde partìo, si ricongiunse:
342Piena il Pado agitò d’acque la conca,
     E fauste alzàro i remator le grida,
     Cui rispose ogni valle ima, e spelonca.
345Intanto Amor, dalla celeste e fida
     Aura spirato, alla compagna Fede
     Volto: Va, disse, o mia delizia e guida,