Pagina:Alfonso Varano - Opere scelte 1705-1788.djvu/198

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176 visione

E a par di sasso, ch’esca fuor di fromba,
     Le ferme urtò nel vallo Austriache schiere.
     342Già d’immenso fragore il pian rimbomba:
Già appajon miste insieme armi e bandiere,
     Mani omicide, e di ferir in atto;
     345Altre all assalto, altre a resister fiere:
Chi pendea dai ripari, e chi più ratto
     Salìa tra vivo foco, e fumo, e polve
     348Su i corpi uccisi, o non estinti affatto.
Fiume il Prusso parea, che seco involve
     Sponde, e ponti, e il mar preme: e d’Austria il Campo
     351Turbin, che addietro spinge, e lo rivolve;
Chè riposta ambo avean lor gloria e scampo
     O in vincere, o in perir sotto le crude
     354Spade, o de’ cavi bronzi al feral lampo.
Al forte assalitor, che in petto chiude
     Lo sdegno, il furor crebbe; e all’assalito
     357Maggior lena prestò maggior virtude.
Io vedea si, che segnar quasi a dito
     Del conflitto potea fra i moti vari
     360Chi cadea spento, e chi gemea ferito.
Ma quegli obbietti troppo eran contrari
     A natural pietà, che in Uom non langue,
     363Se non desta ira in lui gl’impeti amari:
Onde mirando altri col volto esangue
     Languir, ed altri le convulse membra
     366Di polvere agitar lorde e di sangue,
L’Alma, cui suo l’altrui tormento sembra,
     Di tanto orror m’empiè l’ossa e le vene,
     369Che la memoria ancor triste rimembra.
Quando l’Angel mirò di guerra piene
     Le squadre, e udì le militari tube
     372Seguir col suon quella, che in mano ei tiene,