Pagina:Alfonso Varano - Opere scelte 1705-1788.djvu/31

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prima 9

Altri già spente le funeree faci
     Stretto abbracciando il tuo gelato frale
     180V’imprimean misti fra i singulti i baci;
Altri offrían gl’inni e i voti all’immortale
     Anima tua, che sul cadaver santo
     183Scesa forse battea per gaudio l’ale.
Io più dir volli; ma pietà me tanto
     Mosse, che balbettò la lingua, e strise;
     186E la voce mancò tronca dal pianto.
Egli intrecciando coll’usate guise
     Sovra il placido sen le caste palme,
     189Morte, disse, da voi non mi divise;
Chè a lei sol lice alle caduche salme
     Toglier lo spirto, ma non può sua forza
     192Spegner l’eterno amor delle nud’Alme.
Questo a voi mi rannoda, e insiem mi sforza
     A riguardar dai fortunati chiostri
     195La terra, ove sepolta è la mia scorza.
Nè avvien giammai qualora a me Dio mostri,
     Ch’ei pel vostro fallir empio s’adiri,
     198Che all’altissimo trono io non mi prostri,
E non inviti de’ beati giri
     Qualunque Spirto di pietade amico
     201A confonder i suoi coi miei sospiri.
Con questi io t’impetrai contra il nemico
     Della tua pace Amor gli acuti lampi,
     204Che tua ragion scosser dal sonno antico
Ferreo sì, e cupo in que’ fallaci campi,
     Che libertade in lei spenta credesti
     207Fra i molli obbietti e i lusinghieri inciampi:
E sciolto forse di tua cruda andresti
     Vil servitute; ma in disciorne il nodo,
     210Ahi misero! tu stesso il ritessesti,