Pagina:Alfredo Dini Relazione intorno al funzionamento 1898.djvu/10

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Ma la Squadra mancava di una vera uniforme e di un completo armamento.

Le finanze del Comune non consentendo di provvedere, e più ancora non consentendolo le leggi, che con deplorevole anacronismo, considerano ancora facoltative le spese per i Pompieri, il Consiglio di disciplina del Corpo, in allora composto dei Signori G. Furiosi, G. Feroci, B. Mecheri, Dott. Marchi e Segretario Marliani, decise rivolgere appello al Deputato Attilio Luzzatto, così benemerito per le nostre Associazioni, ai coloni del contado e ad ogni ordine di cittadini, e di promuovere rappresentazioni al Teatro Masaccio, per la costituzione di un fondo per le uniformi. I militi dal canto loro proposero di rilasciare per quattro anni il fondo destinato all’assicurazione per le disgrazie accidentali, onde poter raggiungere così in tutto una somma di L. 3000, che occorreva a fornire la divisa a 23 di loro.

L’appello non fu fatto indarno.

Animati tutti da buon volere, l’intento fu completamente raggiunto, mercè anco le facilitazioni della ben nota Casa C. D. Magirus di Ulma, che fornì elmi, armamentario e bufetteria con pagamenti a rate annuali.

Il Consiglio Comunale nella seduta del dì 31 Luglio 1893, per incoraggiare viepiù questi buoni Pompieri volontari, su proposta dell’egregio Cav. Furiosi, deliberava uniformare il Corpo, inviando il figurino al Sig. Comandante la divisione militare di Firenze, Generale Driquet, che immantinente lo vidimava, elogiandone la seria scelta.