Pagina:Algarotti - Il Newtonianismo per le dame, 1737.djvu/42

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30 Dialogo Primo.

celle oltre ogni credere minutissime ed agitatissime, non restò già ella oziosa. Ella dichiarò fin dall’ora la guerra al Voto degli Atomisti, proponendosi di distruggerlo e sterminarlo dall’Universo per tutto ovunque il trovasse. La sua prima impresa fu di riempire que’ piccioli voti, che senza ciò tra i globetti restati sarebbono; i quali benchè si toccasser tutti, non potean però fare a meno di lasciar tra loro a cagion della lor figura. Ma ne sarebbe senza di essa restato un altro molto più considerabile nel centro del Vortice. I globetti si erano ridotti a minor picciolezza di prima, e si erano allontanati egualmente dal centro per una legge, che si trova comunemente esservata da tutti i corpi, che si muovono in giro, di allontanarsi, quanto essi possono il più, da quel punto, intorno a cui girano. Ella dunque corse colà nel mezzo del Vortice a riempirne il centro, e cominciò anch’ella a girare insieme co’ globetti, e ad animare, per così dire, il restante dei Vortice. Questa materia sottilissima, ed agitatissima, e che si chiama la Materia del primo Elemento, o Sottile, non fa niente meno là nel centro de’ Vortici, che le Stelle, e il Sole: così come i globetti, che intorno ad essi girano, e che si chiamano la Materia del secondo Elemento, fanno la materia de’ Cieli, la quale se da una parte in questo sistema â perduto quella trasparenza, e quella solidità adamantina, che la rendea altre volte sì ragguardevole appresso gli Antichi, â però in questo guadagnato, che ella è ciò, in cui la luce consiste, ed io credo che il guadagno sia maggior della perdita.