Pagina:Alle porte d'Italia.djvu/117

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emanuele filiberto a pinerolo 103

EMANUELE FILIBERTO A PINEROLO





Il signor Giovanni Battista Lombriasco, notaro di Pinerolo, buon cristianaccio, scarso di clienti e di fortuna, ma assestato nei suoi affari, onesto fino alla dabbenaggine, patriotta di cuore, infarinato di latino, e ancora forte e florido benchè scendesse già dalla parte peggiore della sessantina, era tutto glorioso quando si poteva mostrare sul terrazzino del suo piccolo quartiere di piazza San Donato in compagnia di Don Enrique de Benavides, nobile catalano, suo cliente. E non gli passava nemmeno per il capo che i maligni potessero attribuirgli il matto proposito di convertire il cliente in genero. — “Tanto non lo accecaua la uanità di padre che a tale sposalitio potesse riuolgere sue speranze.„ — Così dice (e io ci credo) uno scartafaccio giallognolo, pieno di raspatura di gallina, col quale un nipote del buon notaro intese di mandare alla posterità un “caso molto mirabile„ seguito nella sua famiglia; scartafaccio che dormì per più di tre secoli, sotto molte altre carte mal